Un buon pareggio contro la Lazio, una delle squadre più in forma del campionato, reduce da quattro vittorie consecutive e proiettata prepotentemente verso un piazzamento europeo. Punto guadagnato più che due punti persi, senza dubbio. Ma il match del Sant'Elia lascia comunque l'amaro in bocca all'ambiente rossoblù, che avrebbe finalmente potuto regalare una gioia al proprio caloroso pubblico, che non ha mai smesso di incitare la squadra nonostante una situazione di classifica ormai delineata e ristagnante. Come dichiarato dallo stesso Rastelli nel post gara, la sfida contro la Lazio però lascia tante note positive. Dopo due sconfitte consecutive, contro Inter e Fiorentina, i rossoblu tornano al risultato positivo tra le mura amiche, che mancava dalla gara col Bologna dello scorso 29 gennaio (1-1). La formazione isolana, al cospetto di uno degli attacchi più forti di A, è riuscita ad arginare senza troppi patemi gente del calibro di Immobile (17 gol in campionato), Felipe Anderson e Keita. Non proprio gli ultimi arrivati. La compagine di Rastelli ha confermato la solidità difensiva mostrata anche a Firenze, con la coppia di centrali formata da Bruno Alves e Pisacane, perfetto mix di esperienza e carisma, che convince sempre più dalle parti del Sant'Elia. Senza dimenticare la presenza tra i pali di Rafael, che dà quella sicurezza di cui ha bisogno l'intero pacchetto arretrato.

La nota dolente, però, arriva dal reparto avanzato. Dal modulo a tre punte proposto nelle prime uscite di campionato, pian piano si è passati al più collaudato 4-3-1-2, fino ad arrivare al sistema con l'unica punta. Una scelta conservativa, dettata dalla necessità di ritrovare l'equilibrio perduto per strada. Ma condizionata anche dai tanti infortuni stagionali: Farias e Joao Pedro sono stati a lungo fermi ai box, Borriello combatte da tempo con qualche noia muscolare, Melchiorri ha chiuso la stagione anzitempo per il secondo anno consecutivo. Ecco perché Rastelli, contro la Lazio, è stato quasi costretto a schierare Sau come unica punta. Non esattamente una mossa azzeccata, quella di isolare il folletto di Tonara tra due giganti come de Vrij e Hoedt. La cessione di Ibarbo al Sagan Tosu ha complicato ulteriormente le cose, nonostante il Cagliari abbia scoperto il giovanissimo gioiello nordcoreano Han Kwang Song, ieri in panchina per la prima volta, pronto a dare il suo contributo alla causa rossoblu. Va da sé che a questo Cagliari servono rinforzi per l'attacco, un reparto che nel corso della stagione ha accusato carenze importanti e spesso decisive nelle scelte di formazione di Rastelli. La speranza del popolo isolano è quella di ritrovare presto l'attacco smarrito, magari grazie a qualche prezioso innesto in sede di calciomercato...