Una sconfitta che pesa, non tanto per il risultato in sé (1-0 tra le mura amiche contro la Fiorentina, squadra - sulla carta - superiore ai rossoblù) ma più che altro per come è maturato. Alla Sardegna Arena il Cagliari non ha praticamente messo piede sul terreno di gioco, schiacciato nella propria metà campo fin dalle prime battute da una Viola arrembante e più vogliosa di ottenere i tre punti nell'ultimo turno prima del brindisi natalizio. Le parate di Cragno (non al meglio della condizione) hanno evitato un passivo peggiore ma la prestazione da horror messa in pratica dagli uomini di Lopez preoccupa e non poco. La difesa - nonostante il solo gol subito - ha sbandato più del solito, in mezzo al campo la Fiorentina ha dominato in lungo e in largo, Pavoletti è rimasto troppo isolato davanti, braccato dai tre centrali del club toscano. Da dimenticare anche le prove di Barella e Joao Pedro, coloro che dovrebbero dare quella dose di energia in più nello scacchiere cagliaritano. Certo, la mossa di Pioli di schierarsi a specchio con il 3-5-2 è stata più che mai azzeccata perché ha esaltato alla perfezione le qualità individuali dei suoi giocatori nei duelli individuali stravinti con i rossoblù. Azzeccata e non poco anche la scelta di buttare nella mischia Babacar, affiancandolo a Simeone, decisivo con la zampata sottoporta sullo splendido traversone di un incontenibile Chiesa.

Il Natale del tifosi cagliaritani non sarà certo quello che si erano sognati, magari con i tre punti in tasca per festeggiare al meglio con le proprie famiglie. In ogni caso, la loro speranza (o forse la pretesa) è che sotto l'alberto possano trovare qualche rinforzo da consegnare tra le sapienti mani di Diego Lopez. Le carenze nella rosa isolana sono troppe ed evidenti a chiunque: sulle corsie laterali (soprattutto a sinistra) manca un profilo di spinta, un esterno che garantisca un apporto costante sia in fase di copertura che in quella offensiva. In mezzo al campo manca un ricambio di qualità per Cigarini: ieri sera fallito l'esperimento con Cossu in cabina di regia e con Barella che in quel ruolo non esprime il meglio di sé. Anche il reparto avanzato necessita di una bella ventata di rinnovamento: Pavoletti non può giocarle tutte, Joao Pedro ha bisogno di essere spronato dalla sana concorrenza interna, ma i vari Farias, Sau, Giannetti e Melchiorri - chi per problemi fisici di varia natura, chi per mancanza di stimoli - non sembrano garantire la giusta qualità e incisività, che sarebbe più che preziosa anche a gara in corso. Dall'imminente mercato invernale ci si aspetta sicuramente almeno un paio di innesti, perché il campionato è ancora molto lungo e per la salvezza ci sarà da battagliare duramente per evitare di finire con l'acqua alla gola in primavera.