Che Giulini sia arrabbiato per le due sconfitte consecutive, peraltro di fronte al pubblico amico, non è certo la scoperta dell'acqua calda. Due stop interni di fila in appena cinque giorni sono duri da digerire per chiunque, a maggior ragione se maturati contro avversarie - almeno sulla carta - decisamente abbordabili come Sassuolo e Chievo. In casa rossoblù si aspettavano quantomeno quattro punti dal mini ciclo alla Sardegna Arena, perché gli emiliani fino a mercoledì non avevano mai vinto in questo campionato e stavano attraversando un periodo tutt'altro che semplice (tre sconfitte consecutive prima della trasferta sarda), mentre i clivensi, cliente ben più ostico, erano reduci da quattro gare senza vittorie. Ecco perché nella tabella di marcia di Rastelli & Co. non era messa in preventivo una sconfitta casalinga contro i sopracitati rivali. Figuriamoci due. Insomma, senza dubbio la dirigenza rossoblù non ha preso bene le brutte prestazioni sotto gli occhi del proprio pubblico, ma anche la stessa tifoseria e lo stesso tecnico non posso certo esserne felici. Ma da qui a parlare di Rastelli a rischio esonero e di un possibile cambio in panchina a stretto giro di posta (come letto su alcuni organi di stampa), ce ne passa. Eccome se ce ne passa...

Fesserie giornalistiche? Probabilmente. Pressioni nei confronti di Rastelli? Sicuramente. Le sole due vittorie in sei gare di campionato, alle quali si aggiungono ben quattro sconfitte (di cui due in casa), sono un bottino magrissimo. Appena 5 i gol fatti (quinto peggior attacco della Serie A dopo Benevento, Verona, Crotone e Sassuolo) contro gli 8 subiti. Numeri allarmanti e che allo stesso tempo rispecchiano una situazione complicata all’interno della squadra allenata per il terzo anno consecutivo da Massimo Rastelli. Il club isolano, soprattutto nelle ultime due uscite, ha mostrato tante lacune dal punto di vista tattico e fisico, edivenziando una mancanza di equilibrio e un'organizzazione di gioco affidata alla forza di volontà piuttosto che alle idee. Le attenuanti non mancano: piccoli infortuni, condizione fisica non ottimale di alcuni uomini chiave e un calendario fittissimo, stanno ostacolando un processo di crescita che sembrava ben avviato dopo l'innesto di nuovi elementi importanti nell'undici iniziale (Andreolli, van der WielCigarini, Pavoletti). Rastelli ha dimostrato in tante circostanze di essere in grado di guidare abilmente i suoi uomini da situazioni complicate. Ci riuscirà anche questa volta, con il solito sostegno della società che - per il momento - non ha nessuna intenzione di cambiare guida tecnica. Domenica prossima i rossoblù sono attesi da una delle trasferte più insidiose dell'intero campionato: quella del San Paolo, contro il terribile Napoli di Sarri. Per i sardi sarà difficile strappare risposte immediate in terra campana, ma una reazione ci dovrà essere. La data cerchiata di rosso sul calendario del Cagliari, però, è quella del 15 ottobre, quando alla Sardegna Arena arriverà il Genoa, subito dopo la sosta per le nazionali. Contro il grifone, gli isolani dovranno dare una vera risposta, sia sul piano del gioco che sul risultato, per uscire dalle sabbie mobili e mettere alle spalle il momento negativo. Non sarà un match da dentro o fuori, sia chiaro. Ma in casa rossoblù si aspettano un netto cambio di marcia per ripartire nel migliore dei modi.