A due mesi dall'inizio del campionato, un mese dopo la fine di una stagione ottima, a che punto sta la Lazio? Per l'ambiente Lazio sembra già passata un'era geologica. Alla fine del campionato: gioia, ambiente compatto, decisione. Ora, a due mesi dall'inizio: primi scricchiolii sinistri. Come un ghiacciaio che perda  di unità. L'idillio sembra  provenire da un'era geologica fa. Per la precisione una specie di era glaciale. Tutto nasce da 3 situazioni ingarbugliate, complesse, che hanno vissuto ribaltamenti improvvisi, e cambi di scenario repentini.

Fronte rinnovi - Primo punto all'ordine del giorno: il rinnovo di Biglia. Sembrava tutto fatto: l'accordo con l'argentino pressoché totale, la volontà di continuare da capitano alla Lazio. Poi le prime nuvole: una storia che filtra di commissioni (comunque mai confermata) non pagate, all'agente dell'argentino, Enzo Montepaone. Che per Biglia è come un padre. Infine tuoni e fulmini: il Milan arriva a spron battuto, con un progetto forte alle spalle, i soldi cinesi nel portafogli e una nuova volontà di potenza. A cui Biglia dice sì: troppo ambizioso il progetto. Forse anche paragonato a quello della Lazio. Entro 48 h si dovrebbe arrivare alla definizione dell'operazione: Fassone, che ha fama di chiudere velocemente le trattative (almeno questo ha dimostrato fino ad ora), accontenta Lotito (anche in nome di antichi buoni rapporti con la precedente dirigenza?), dovrebbero arrivare nelle casse della Lazio 17 milioni più 3 di bonus.  Tutti felici? Ovviamente no: i tifosi della Lazio perdono l'ennesimo capitano. Non solo: il capitale tecnico dissipato sarà di difficile sostituzione. Dalla cessione di Biglia arriverà il cash per coprire Come fare? Tare sta sondando molte soluzioni. Quelle legate a Gonalons del Lione e Moutinho del Monaco sono complicate: la prima sembra di difficile collocazione sentimentale (non tutti i capitani lasciano le loro squadre, dove sono considerati inamovibili). Per il portoghese è più la logica a fare la differenza: la proposta di Mendes, il potentissimo agente, che al Monaco ha una vera e propria base operativa (vedi affaire Wallace), non si sa come farebbe a convincere il ragazzo. Che in Francia giocherebbe la Champions, dopo aver appena vinto la Ligue 1, con una squadra in forte espansione tecnica ed economica. La Lazio in cambio cosa avrebbe da offrire? Forse il fascino della Serie A, ammesso che conti qualcosa.


Lato Keita oramai siamo al lancio dei piatti, come in un rapporto rovinato e oramai logoro. Il procuratore Calenda è stato delegittimato pubblicamente dalla società, il presidente vuole trattare direttamente con il giocatore, sperando di convincerlo. A rinnovare, o almeno ad accettare il Milan, che offre una cifra importante per una pedina che donerebbe imprevedibilità all'attacco rossonero. Piccolo particolare da valutare: dietro le quinte si muove la Juventus. La dirigenza bianconera avrebbe, secondo Tare, avvicinato il giocatore, gli avrebbe prospettato un ruolo importante nella squadra più vincente. Keita è attratto dalla Juventus: ne subisce il fascino, la storia, il carisma dei suoi giocatori chiave. Ma la Juventus quanto è disposta ad offrire per Keita? Poco, e in caso sarebbe disposta ad aspettarlo un anno,  gratis, suprema onta per Lotito.


Lato De Vrij, infine, la situazione è la seguente: il giocatore non vorrebbe rinnovare, anche se il mercato per ora ha parlato in maniera diversa. Non ci sono tutti i compratori necessari a generare un'asta tale da aprire la plusvalenza che serve alla Lazio: il Liverpool si è un po' defilato, in Spagna per ora hanno altri obiettivi. La SEG, che segue il ragazzo, potrebbe decidere di rinnovare e inserire una clausula rescissoria. Ma lo vuole? Per i rumours dicono di no.


Lato uscite minori, per minutaggio e prestigio, la Lazio ha da sistemare almeno 15 giocatori: da Wallace (per lui si prospetta il Las Palmas, in Liga, sopratutto se dovesse restare De Vrij), a Djordjevic, di cui si sta cercando un sostituto (sembra destinato in Grecia, all'Olympiacos), passando per tutta una serie di giocatori giovani, che andranno a farsi le ossa in prestito, o dai prestiti rientreranno. Inzaghi vorrebbe valutare in ritiro su tutti Germoni (molto richiesto in B) e Palombi, reduci da ottime esperienza alla Ternana, e l'australiano Oikonomidis.

Lato uscite maggiori, non bisogna dimenticare la situazione Felipe Anderson. In confronto alla forza della faccenda rinnovi, dalle sue parti regna una pax illusoria. Nel senso che anche lui, dicono gli spifferi, vorrebbe partire. E la società sarebbe quasi disposta ad accontentarlo, se ci fosse in giro un acquirente in grado di garantire tanto tanto cash. Per ora non c'è, ma è una situazione da tenere d'occhio.

Lato ingressi, acquisti, insomma tutto ciò che farebbe brillare gli occhi dei tifosi, per ora si registra poco. Nel senso che la Lazio si sta muovendo in maniera molto oculata, sotto il pelo dell'acqua, come solo Tare sa fare. Avrebbe preso già un terzino, esterno destro alla Basta, in grado di coprire la fascia assolvendo degnamente i compiti difensivi, ma non sarebbe l'unico acquisto. L'idea è di accontentare Inzaghi muovendosi su obiettivi certi, per poi tirare fuori anche il colpo alla Milinkovic Savic (motivo per cui Tare si trova in Polonia, a visionare i vari talenti Under 21).  Certamente ad Inzaghi piace Muriel (ma il Muriel in forma a chi non piace), e altrettanto certamente piace anche Torreira, in cabina di regia. Per ora Ferrero è una bottega cara, come Percassi dell'Atalanta. Se l'affaire Berisha sembra in dirittura d'arrivo (quasi 5 milioni nelle casse biancocelesti) per 'El Papu" Gomez la situazione è più complessa. L'Atalanta non vuole venderlo: e se proprio deve, comunque alle sue condizioni (non meno di 20 milioni). Per ora la distanza è netta, nettissima, e Gomez ha tanto mercato, è una delle pedine più ricercate al momento. Widmer dell'Udinese non sarebbe l'esterno in mano a Tare: proprio la presenza di mister X (dall'Olanda?) potrebbe chiudere questa pista. A centrocampo alla Lazio serve almeno un innesto: i nomi che girano sono tanti, per ora nessuno probabilmente è quello giusto. Tare guarda sempre con attenzione al calcio tedesco: Goretzka è un giocatore che apprezza molto, sta crescendo tantissimo, ma è caro. Sugli esterni il nome potrebbe arrivare dalla Francia (inaspettato, e ancora non uscito comunque), dove Mendes la fa da padrone, se la Lazio non dovesse arrivare a Gomez. Al centro della difesa in caso di mancata partenza di De Vrij non servirebbe un innesto, semmai un rinforzino (potrebbe anche esserci un ritorno di fiamma per Doria, che proprio in Francia non ha trovato spazio).  Ultimo capitolo: tra i pali? Marchetti sembra out, per infortunio (?). Strakosha ha offerto garanzie, ma saranno abbastanza convincenti per una squadra che dovrebbe lottare per un posto in Champions? Difficile dirlo: ad oggi, con l'eventuale partenza di Donnarumma, il mercato dei portieri potrebbe subire un effetto a catena, di cui la Lazio potrebbe approfittare. Non è una priorità: nell'era glaciale, ora la Lazio ha altre coperte da andare a tirare. Sperando che non risultino sempre troppo corte, e gli scricchiolii non diventino un crollo improvviso. Di consenso, e di ambizioni.