Siamo riusciti ad esportare il peggio della nostra "cultura calcistica" in giro per l'Europa. Siamo riusciti a far passare in secondo piano e rovinare il positivo debutto dell'Italia Under 21 nell'Europeo di categoria in Polonia per dare sfogo ai peggiori istinti del tifo made in Italy. I riflessi del caso Donnarumma sono arrivati sino a Cracovia e hanno dimostrato una volta di più che, finchè vivremo lo sport in generale in questa maniera distorta e malata, sarà impensabile sperare di crescere un pubblico di appassionati più civile.

C'è chi ha voluto banalizzare il gesto "goliardico" di lanciare finte banconote all'indirizzo di Gianluigi Donnarumma, bollandola come una forma civile di contestazione e, a scanso di equivoci, addossando l'intera responsabilità dell'accaduto ai Milan club polacchi. Nessuno che invece sottolineasse come in quel momento si mancasse di rispetto alla Nazionale e alla sua maglia, che Donnarumma stava onorando come qualsiasi altro compagno di squadra, impegnato in uno dei tornei internazionali più importanti. L'enorme visibilità data dai media all'episodio non ha fatto altro che "giustificare" l'atteggiamento vittimistico di Mino Raiola, che potrà continuare a sbandierare l'argomento del clima ostile per spiegare il probabilissimo addio del suo assistito.

La prossima volta, quindi, i tifosi del Milan o di qualsivoglia squadra lascino a casa le beghe di casa nostra e onorino la maglia della Nazionale, perchè è anche dalle parate di Donnarumma che passano le nostre speranze di vincere l'Europeo.