Passano i giorni e inizia a prendere forma l'Italia che si giocherà tutta la sua credibilità nella doppia sfida contro la Svezia che ci dirà se saremo al Mondiale di Russia a giugno o se bisseremo lo storico flop dell'edizione del 1958. Per l'appuntamento più importante della sua gestione, il ct Ventura ha rivisto parzialmente le sue idee aggregando al gruppo storico due pedine come Jorginho e Zaza che possono offrirci qualche soluzione in più sotto l'aspetto tattico, ma nelle proiezioni di formazione per la prima partita di venerdì prossimo non può non balzare all'occhio la doppia assenza dei nostri giocatori più in forma, El Shaarawy e Insigne.

COLPA DEL MODULO? - Qualcuno potrebbe far notare maliziosamente che il modulo prescelto per il play-off, il 3-5-2, sia frutto più dei suggerimenti dei senatori dello spogliatoio, da Buffon a De Rossi passando per i tre componenti della BBC, che delle convinzioni di un allenatore che nel cammino di qualificazione ha cambiato di continuo e senza mai dare l'idea di cercare di adattare le proprie idee ai nostri migliori calciatori. E considerando l'incredibile povertà di talento che caratterizza attualmente il nostro calcio, davvero non si comprende il motivo per cui El Shaarawy ma soprattutto Insigne debbano essere sacrificati per esigenze tattiche. In un doppio confronto così ravvicinato, una sorta di esperimento di quello che sarà al Mondiale, collocato al termine di una stagione e con poco tempo a disposizione per lavorare sulla condizione fisica, in campo devono andare i più bravi, non quelli più disciplinati.

NIENTE REGALI ALLA SVEZIA - Nessuno può discutere che con Darmian e Candreva sulle fasce avremo due giocatori molto più predisposti al sacrificio e che un avversario come la Svezia debba essere rispettato, ma non può e non deve essere temuto. Verratti, Insigne ed El Shaarawy sono i giocatori in grado di darci qualcosa in più in termini di qualità e di freschezza, doti fondamentali in un confronto in cui saranno i dettagli a fare la differenza. Rinunciare a 2/3 di questo terzetto vuol dire offrire un doppio vantaggio alla Svezia, una squadra che è cresciuta, è migliorata dal nostro ultimo incrocio all'ultimo Europeo, ma non può farci paura.