Il tempo dei proclami è lontano ed è finito. Era il 6 giugno 2016 quando la famiglia Zhang metteva le mani sull'Inter e direttamente da Nanchino dichiarava: "Vogliamo riportare il club in alto, faremo una squadra più forte. Seguiremo la strada tracciata da Moratti con grandi campioni". Parole a cui hanno fatto seguito ulteriori dichiarazioni di intenti sulla volontà di riportare il club nerazzurro nel gotha del calcio europeo, ma di fatti se ne sono visti pochi. Anche per gennaio non sono previsti investimenti importanti sul mercato e i ripetuti richiami al Fair Play Finanziario per giustificare questo immobilismo iniziano a reggere solo parzialmente.

SOLDI SPRECATI - Dal giorno del suo insediamento, la proprietà cinese ha speso per la campagna acquisti e non sempre lo ha fatto in maniera oculata. Basta fare tre nomi per spiegare come il problema non risieda tanto nelle risorse che andranno destinate per rinforzare la squadra, quanto come queste debbano essere utilizzate. Joao Mario, Gabriel Barbosa e Dalbert hanno comportato una spesa complessiva di circa 100 milioni di euro e il loro rendimento non ha assolutamente risposto alle aspettative. Operazioni di mercato, le prime due, sul quale c'è l'imprinting dell'ex consulente Kia Joorabchian, mentre sull'ultimo il nostro Pippo Russo aveva chiaro come ci fosse la presenza di un fondo di investimento a giustificare una trattativa lunga ed estenuante conclusa sulla base di 20 milioni di euro più 6 di bonus.

BASTA PAROLE - I soldi, insomma, ci sono e sono stati anche messi sul piatto, Fair Play o non Fair Play. Peccato che siano stati destinati in gran parte a operazioni rischiose e che sarebbe stato molto più redditizio usare per acquisire calciatori più funzionali alle idee di gioco di de Boer e Pioli nella passata stagione e a quelle di Spalletti in quella attuale. Un anno e mezzo dopo l'insediamento di Suning, l'Inter sembra essere divenuto più un business economico per la famiglia Zhang che un "affare di cuore". Per poter tornare realmente competitiva la squadra nerazzurra ha bisogno di tornare a pensare in grande sul mercato e innalzare il tasso tecnico della rosa con giocatori di livello; non intervenire a gennaio sarebbe un errore madornale e un segnale preoccupante sulle reali intenzioni della proprietà cinese. "Vogliamo riportare il club in alto, faremo una squadra più forte. Seguiremo la strada tracciata da Moratti con grandi campioni". Il tempo dei proclami è lontano ed è finito.