Bisogna che qualcuno spieghi a Ivan Juric e ai suoi giocatori che le partite di calcio durano 90 minuti, perchè è evidente che molti in casa Genoa ignorano questo concetto base del gioco del pallone.

Ancora una volta, ieri sera contro il Chievo, i rossoblu hanno infatti giocato molto meno di metà gara. Il resto del tempo l'hanno passato ad osservare un avversario che per nostra fortuna ha capito soltanto troppo tardi che con un pizzico di sforzo in più avrebbe potuto tranquillamente portare a casa l'intera posta in palio.

Come era già accaduto con Lazio, Udinese e Cesena in Coppa Italia, nel primo tempo i genoani, proprio come i clivensi, non sono praticamente scesi in campo limitandosi a far passare i minuti sul cronometro in attesa del ritorno negli spogliatoi. Ma se ai veneti questo tipo di atteggiamento poteva tutto sommato stare bene, dal momento che giocavano fuori casa e non avevano assilli di classifica, lo stesso non si può certo dire per il Grifone.

Nella ripresa finalmente i rossoblu hanno deciso che il loro riposo era durato abbastanza. E così dopo una bella azione di Palladino, sventata dal primo intervento della serata di Sorrentino, quando Laxalt ha finalmente trovato la via della rete la strada verso il successo sembrava spianata. E invece evidentemente il riposo dei primi 45' non era bastato al Grifo che come se nulla fosse è tornato a sedersi, persuaso che un singolo golletto bastasse per ottenere la prima vittoria di questo campionato. Il Chievo però era di un altro avviso e con un minimo di convinzione in più rispetto a quanto messo in campo fino a quel momento la squadra di Maran è riuscita prima a pareggiare e poi a sfiorare addirittura il colpaccio.

Alla fine il Genoa deve addirittura ritenersi fortunato di essere riuscito a portare a casa almeno un punto giocando appena venti minuti ed incamerando molto di più di quanto fatto in precedenza contro Udinese, Juve e Lazio. Chissà cosa potrà accadere quando a Pegli scopriranno che le partite durano un'ora e mezza...