Non è un gran momento per essere tifosi dell’Hellas. Soprattutto per chi, oltre ai colori giallo e blu porta nel cuore l’azzurro italiano e sperava, almeno in questa pausa del campionato, di godersi una soddisfazione calcistica. Non è stato così, con buona pace di chi in Russia era sicuro di andarci. Ma la sosta, che ha detto male alla nostra Nazionale, può invece essere stata molto utile ai ragazzi di Pecchia per riordinare le idee e preparare al meglio una serie di partite che potrebbero davvero risultare determinanti per l’allenatore di Formia e, più in generale, per l’intera squadra gialloblù.

Dei sette match mancanti per chiudere il girone d’andata, i primi quattro in programma sono con Bologna, Sassuolo, Genoa e Spal. Quattro sfide importantissime contro avversari diretti per la lotta salvezza, in special modo gli ultimi tre, che vedranno il Verona affrontare proprio le squadre che al momento gli stanno davanti in classifica.

Si entra così nel momento clou della stagione per i gialloblù, venti giorni decisivi nei quali non è più possibile sbagliare. C’è un disperato bisogno di punti e riuscire a farli contro questi avversari varrebbe doppio.

Quattro scontri diretti da affrontare in maniera molto diversa dall’ultima partita di Cagliari, dove il Verona dopo il gol iniziale si è letteralmente buttato via, consegnandosi ad un avversario ben più determinato a portare a casa l'intera posta in palio. Una prestazione assolutamente da non ripetere in futuro. Lo sa bene Pecchia, che in questi giorni ha lavorato parecchio con il gruppo a Peschiera, recuperando anche alcuni infortunati, tra cui Caceres e Buchel. Il mister, che nonostante la fiducia confermatagli dalla società, non sta vivendo un momento particolarmente felice visti i risultati dell’ultimo periodo, ha lavorato anche ad un nuovo sistema di gioco basato sul 3-5-2, un modulo che possa dare delle migliori garanzie difensive ad una squadra che continua a subire troppe reti. Questo sistema di gioco, congeniale a giocatori di grande corsa e resistenza fisica come Romulo e Fares, potrebbe però togliere parecchio spazio a degli esterni più offensivi e tecnici come Verde, Lee e Cerci. Proprio per questo motivo, il 4-4-2 utilizzato nell’ultimo periodo non sarà del tutto accantonato e non ci sarebbe da stupirsi, se lunedì sera contro il Bologna, il modulo di partenza fosse ancora quello. Ma non è il caso di ridurre i problemi ed il futuro del Verona ad una mera questione tattica. I gialloblù hanno soprattutto bisogno di ritrovare convinzione e coraggio nell’affrontare le partite, alle quali va aggiunto il recupero di condizione di alcuni giocatori chiave come Bessa, Pazzini e Caceres, apparsi nelle ultime settimane piuttosto appannati. Fare risultato sarà importantissimo, soprattutto nelle partite del Bentegodi con Bologna e Genoa, per non perdere contatto dal "treno salvezza".

Insomma, in appena venti giorni il Verona si gioca tanto. Venti giorni per Pecchia e per tutta la squadra gialloblù per capire davvero se dentro questa Serie A ci può stare lottando fino alla fine. Venti giorni per dimostrare di aver assorbito le difficoltà del salto di categoria. Venti giorni per conoscere la verità.