Una partita sola non può di certo bastare per dare dei giudizi su una squadra e tanto meno sui suoi giocatori, soprattutto se si tratta di un terzo turno di Coppa Italia da giocare a metà agosto, con le formazioni spesso in fase di assemblaggio e con le gambe ancora pesanti dal ritiro precampionato. Alcune indicazioni interessanti però, possono arrivare anche da partite come queste. Nel caso di Verona-Avellino le buone nuove in casa gialloblù sono arrivate soprattutto da Daniele Verde.
 
Domenica sera nella vittoria con gli irpini Verde è stato il migliore. L'esterno classe 1996 è arrivato a Verona in prestito dalla Roma poco più di un mesetto fa. Lo ha fatto quasi in punta di piedi, con l'attenzione generale che in quei giorni era catalizzata dall'arrivo prima di Cerci e poi di Cassano. Verde ha avuto modo di svolgere l'intero ritiro a Primiero con il resto della squadra, potendo integrarsi al meglio nel nuovo ambiente. Domenica scorsa è sceso in campo nell'undici titolare schierato da mister Pecchia e ha subito fatto la differenza, festeggiando il suo esordio ufficiale in maglia gialloblù con una splendida doppietta, tra l'altro proprio contro la sua ex squadra, con la quale aveva giocato la scorsa stagione. Un segno del destino, forse. Oltre alle due reti però, a rendere felice Pecchia è stata soprattutto la prestazione complessiva del giovane Verde. Schierato alto a sinistra, ha giocato una partita di grande corsa e l'intesa con i compagni Pazzini e Cerci lì davanti e parsa subito buona. Ha inventato gioco e distribuito tanti palloni, risultando spesso l'uomo più pericoloso dei suoi.
 
Una prestazione davvero solida da parte di un giocatore importante per il Verona, in particolare in questo momento. Sì, perchè in attesa dell'arrivo di qualche altro elemento lì davanti e aspettando che Cerci trovi la migliore condizione, Verde può davvero rappresentare la soluzione perfetta per questo Verona. Il ragazzo è ancora molto giovane, ma è dotato di un dribbling efficace che lo rende micidiale nello stretto e può giocare sia sulla fascia sinistra che su quella destra, un vantaggio non da poco, considerata la rosa piuttosto corta dei gialloblù in questo momento.
 
Già dai prossimi match avremmo modo di vedere se quello di Verde è stato solo un exploit momentaneo o se davvero il ragazzo saprà ripetersi ancora anche nella prima fase di questo nuovo campionato. Se le prestazioni continueranno ad essere su questi livelli c'è davvero da pensare che possa diventare un titolare fisso di questa squadra, andando a formare un tridente d'attacco con Pazzini e Cerci, a mio avviso, davvero ben integrato. 

Intanto sabato c'è il Napoli, la squadra della città dove Verde è nato. Chissà che anche questo non sia un segno del destino. C'è davvero da augurarglielo. È vero, una partita non può bastare per valutare un giocatore, ma se le prime indicazioni sono queste, c'è proprio da ben sperare. Il primo passo è stato fatto, ma il futuro di Verde in gialloblù è ancora tutto da scrivere e per una volta, è proprio il caso di dirlo, tutto il mondo Hellas si augura davvero possa essere un futuro... Verde speranza!