Diamo i numeri. 71581: gli spettatori presenti a San Siro domenica all'ora di pranzo, nonostante la pioggia battente. L'Inter non è riuscita a battere il miglior Torino dell'anno (la versione peggiore si era vista nel derby con la Juve), ma resta l'unica squadra di Serie A imbattuta in questa stagione, visto che il Napoli ha perso tre volte in Champions League. Trenta punti in 12 giornate rappresentano un bottino ricchissimo, oltre ogni più rosea aspettativa. Il problema è che la concorrenza non perde un colpo. 

4 CANTONI - Spalletti lo aveva anticipato: la qualificazione alla prossima Champions si gioca ai "quattro cantoni". Se Roma e Lazio vincessero i rispettivi recuperi contro Sampdoria e Udinese, le prime cinque squadre in classifica sarebbero racchiuse nel giro di soli 2 punti. I posti disponibili per l'Europa che conta sono quattro e alla fine una resterà esclusa. Risulteranno fondamentali gli scontri diretti (l'Inter li giocherà tutti in casa al ritorno, tranne la Lazio), ma non solo. Finora i nerazzurri hanno lasciato per strada 4 punti con le medio-piccole (Bologna e Torino); 2 Juve (Atalanta), Napoli (Chievo) e Lazio (Spal); nessuno la Roma. Dopo la sosta per le nazionali il calendario propone quattro sfide molto interessanti: sabato il derby Roma-Lazio e Napoli-Milan, domenica Sampdoria-Juventus e il posticipo Inter-Atalanta. I bergamaschi sono arrivati quarti in classifica nello scorso campionato con 72 punti: in questa stagione ne serviranno molti di più. 

GUFI - Squadra che vince, non si cambia. Per la quinta volta di fila Spalletti conferma la stessa formazione titolare, ma per la prima volta l'Inter non vince in casa e va sotto a San Siro. L'effetto rischia di essere traumatico perché, dopo il gol di Iago Falque, la squadra sembra andare nel panico. Invece il cambio tattico deciso dall'allenatore, col passaggio alla difesa a tre, contribuisce a raddrizzare una partita che si era messa male grazie al pareggio del neo-entrato Eder su assist di Icardi (un problema al tendine rotuleo gli impedisce di rispondere alla convocazione della nazionale argentina, dove invece torna Ansaldi). Poi Vecino, con la traversa colpita nel finale, fa diventare negativo il bilancio tra legni presi (9) e subiti (8). I "gufi" sperano che la fortuna sia finita e ora si aspettano un crollo verticale simile a quello nel finale dello scorso campionato, un po' come quello della Sinistra alle elezioni regionali in Sicilia. Ma quest'anno non può e non deve andare così: questa Inter è più unita e non mollerà mai, perché ha un condottiero in grado di guidarla a reagire nei momenti di difficoltà. Poi a gennaio serviranno un paio di rinforzi: senza spese folli ma, con questo pubblico, Suning non può tirarsi indietro sul mercato. 

@CriGiudici

Nella social GALLERY si può votare il migliore in campo di ieri, oltre a rivivere alcuni momenti topici: dalle foto più belle di Inter-Torino al tabellone di San Siro con il dato degli spettatori presenti allo stadio in occasione della giornata dedicata agli Inter Club, passando per il video del gran gol di Colidio con la Primavera.