A Roma va in scena la grande bellezza del calcio. L'Inter parte bene, poi va sotto e rischia di capitolare. Salvati dai pali interni colpiti da Kolarov, Nainggolan e Perotti ad Handanovic battuto (senza dimenticare il rigore non fischiato per l'intervento di Skriniar su Perotti), i nerazzurri sono bravi e fortunati a restare in partita. 

ICARDI FA 75 - Trasformando una possibile batosta in una bella rimonta: anche questo è il bello del calcio. Che ribalta i giudizi nel giro di 10 minuti. Tanti quanti quelli passati tra il primo e il secondo gol di Icardi allo stadio Olimpico, dove aveva debuttato con la maglia della Sampdoria e non aveva mai segnato prima. L'attaccante argentino, alla seconda doppietta in altrettante giornate di campionato, sale così a quota 75 reti in 127 gare giocate in Serie A con la maglia dell'Inter. 

PIOGGIA DI CRITICHE - Leggendo i commenti (riportati tra virgolette) dei tifosi al LIVE della partita su Calciomercato.com, le critiche riguardavano pure il capitano ("Inesistente"), poi riempito di elogi: "Bomber mostruoso, altro che Higuain pagato 90 milioni". Stesso discorso per Vecino ("Pagato 24 milioni, ricorda Kuzmanovic") e Skriniar, giudicato "colpevole" sul gol di Dzeko. In realtà l'errore è di tutta la linea difensiva, che rimane alta a palla scoperta (l'autore dell'assist Nainggolan non era contrastato) invece di scappare indietro. A questo punto tra gli interisti spopola il pessimismo: "Siamo la solita squadra scarsa da metà classifica"

LA MOSSA - Nell'intervallo Spalletti ("Il vero colpo di mercato") corre ai ripari, abbassando Borja Valero in cabina di regia al posto di Gagliardini ("Bidone o solo fuori forma?") e inserendo sulla trequarti Joao Mario. Il portoghese ha un approccio molle ("Scandaloso"), poi riesce a farsi apprezzare quando ha spazio: "Top". 

I PIU' BERSAGLIATI - Il risultato ribaltato non basta per far cambiare idea all'opinione pubblica su Candreva (nonostante l'assist, tanti sperano che venga "ceduto al Chelsea di Conte") e sui terzini D'Ambrosio e Nagatomo: "Basta!". Al posto del giapponese, che a dire il vero non sfigura, entra Dalbert. Il brasiliano viene applaudito per i salvataggi su El Shaarawy e Nainggolan, ma nessuno nota che proprio lui si era perso il Faraone, confermando che deve ancora lavorare molto sulla fase difensiva. 

MERCATO - Era dai tempi di Mourinho nel 2008 (0-4 con doppietta di Ibrahimovic, gol di Stankovic e Obinna) che l'Inter non vinceva in casa della Roma in campionato. La passata stagione, sul campo delle 6 squadre che hanno preceduto i nerazzurri in classifica, era arrivato un solo successo: quello ormai inutile nell'ultima trasferta con la Lazio. Il +5 rispetto alla falsa partenza dell'anno scorso è un segnale incoraggiante, però ora non bisogna esagerare con gli entusiasmi: giustamente Spalletti si altera quando gli chiedono lo scudetto. Senza le coppe europee, Spalletti avrà modo di lavorarci in settimana, ma un aiuto glielo deve dare la proprietà in questi ultimi giorni di mercato. Servono un difensore centrale (Mangala o Mustafi), un centrocampista (Moussa Sissoko?) e un esterno d'attacco tra Keita e Karamoh

KONDOGOL - Oggi è il giorno decisivo per il futuro di Schick: la Roma ha sorpassato l'Inter, che si consola con i 3 punti dello scontro diretto. E' meglio vincere in campo che sul mercato. Specialmente ricordando i 'colpi' pagati a caro prezzo nelle ultime due estati: Kondogbia e Gabigol, già scaricati rispettivamente a Valencia e Benfica. Per ora, visto che entrambi restano di proprietà nerazzurra. Nell'esordio di fuoco a Madrid contro il Real (2-2) di Modric e Kroos, Kondogbia conferma pregi e difetti. Autore di un'ottima prestazione con buone giocate e l'illusorio 1-2 (subito in gol contro il Real Madrid come lo scorso gennaio Jovetic, ora destinato al Monaco), ma anche del buco che causa la prima rete di Asensio. Bene anche Murillo, anche se una rondine non fa primavera. 

@CriGiudici