Anche gli arbitri fanno autogol. "L'Inter ha fatto di tutto per scontare delle giornate di squalifica ai suoi giocatori". Le parole di Rizzoli alle Iene si commentano da sole, non c'è bisogno di aggiungere altro. Come se non bastasse, si auto-assolve mentre il presidente degli arbitri, Nicchi dice che la trattenuta di Lichtsteiner su D'Ambrosio era da rigore. Meglio lasciar perdere le polemiche e concentrarsi sul bello del calcio. Senza gli squalificati Icardi e Perisic e gli infortunati Brozovic e Banega, l'Inter batte 2-0 l'Empoli grazie ai gol di Eder e Candreva, centrando l'ottava vittoria casalinga di fila in campionato. Come non succedeva dal 2011 con Leonardo, che poi vinse l'ultimo titolo alzato dai nerazzurri: la Coppa Italia. Ora la squadra di Pioli è quarta in classifica a 45 punti, la stessa quota dell'anno scorso con Mancini

GABIGOL & PINAMONTI - Palacio non entra nel tabellino dei marcatori, ma era da tempo già entrato nei cuori dei tifosi nerazzurri. Che gli regalano una meritata standing-ovation al momento del cambio con Gabigol, accolto dal solito boato. Come Pinamonti, entrato al posto di Eder, autore della sua miglior partita in maglia nerazzurra. In passato un trattamento del genere veniva riservato a campioni già affermati come il Fenomeno Ronaldo e Roby Baggio, giusto per fare un paio di grandi nomi. L'affetto del pubblico nei confronti dei due giovani attaccanti può sembrare ingiustificato, visto che entrambi non hanno ancora dimostrato nulla. Eppure San Siro li ha adottati subito, grazie al senso di appartenenza ai colori nerazzurri che fa dell'Inter una grande famiglia. Più i tifosi delle altre squadre ironizzano su Gabigol, più gli interisti lo difendono e se lo coccolano. Più arrivano critiche per i troppi stranieri, più vengono applauditi gli italiani prodotti dal settore giovanile come Pinamonti. O Dimarco, in prestito all'Empoli e ieri uscito tra gli applausi del pubblico.

PANOLADA - Pubblico che prima del fischio d'inizio, nonostante il parere contrario della società, ha fatto una panolada al coro di 'Chi non salta bianconero è'. Una manifestazione spontanea che è servita a caricare la squadra, ma per fortuna non a condizionare l'arbitro, che non ha fischiato un rigore su Eder. 

CUORE ICARDI - Sanremo lascia spazio a San Valentino e allora chiudiamo con altri due episodi da libro cuore. Ieri un papà ha portato per la prima volta allo stadio suo figlio per fargli vedere giocare il suo idolo Mauro Icardi, che però non era in campo per squalifica. Così Wanda Nara ha organizzato un incontro, realizzando il sogno del bambino. Ultimo capitolo dedicato a Riccardo Cucchi, che ieri ha chiuso la propria carriera da radiocronista. Prima della partita l'Inter gli ha regalato una maglia col numero 10 e la Curva Nord gli ha dedicato uno striscione, ricordando la doppietta di Milito nella finale di Champions League vinta a Madrid contro il Bayern Monaco. Tu chiamale, se vuoi, emozioni

@CriGiudici