Grazie Var, lo scriviamo anche stavolta e senza facile ironia o polemica. Senza questa innovazione il campionato italiano oggi sarebbe ancora più noioso e scontato di quanto già non lo era in passato. E invece, per fortuna, anche questa settimana invece di commentare la soporifera Juventus-Genoa, partita ai limiti del colpo di sonno per tutti i 90’ giocati,  ci sono argomenti di interesse vivo di cui discutere insieme per restare svegli.
 
DOUGLAS COSTA E STOP - Massimo risultato con il minimo sforzo; un guizzo di Douglas Costa è bastato per regalare la vittoria alla Juventus contro il Genoa di Ballardini e forse ad Allegri andrà bene anche così. Szczesny, spettatore non pagante, praticamente mai inquadrato dalle telecamere mentre dall’altra parte Perin perlomeno ha giustificato il prezzo della lavanderia e non solo per la raccolta della palla dal sacco. Partita nel complesso davvero brutta, una delle più noiose in assoluto della stagione. Ma ad esser onesti, e non solo per quello che riguarda la Juventus, ma quante partite belle ci ricordiamo davvero di questo campionato? Se si esclude qualche gara del Napoli di inizio stagione, il derby di Milano e qualcuna di Lazio e Atalanta tutto il resto, come cantava il Califfo, è noia. Maledetta noia. Un campionato così avaro di talento e di emozioni tecniche facciamo fatica a ricordarlo nella storia del calcio italiano.
 
MERTENS E IL VAR - E allora dobbiamo davvero benedire l’avvento del Var, l’unico strumento che ha portato più emozione quest’anno. Se infatti andiamo a ripercorrere all’indietro l’intero campionato disputato sino ad ora, ci accorgiamo che i momenti di adrenalina pura sono collegati esclusivamente alle chiamate del Var o ai silent check, non alle prodezze dei calciatori. La lotta scudetto tra Juventus e Napoli è bella solamente sulla carta. Le due squadre si stanno sfidando a colpi di vittorie risicate ottenute inoltre (a targhe alterne)  a suon di polemiche col Var, anche perché di altro ci sarebbe davvero poco da parlare altrimenti. E allora possiamo anche quasi comprendere le manie di persecuzione di Sarri contro il calendario che ricordano quasi quelle comiche del suo presidente anni fa, perché di calcio giocato è davvero difficile parlare. I gesti tecnici da ricordare e raccontare sono merce rarissima in questo torneo. Quasi introvabili. Indubbiamente, anche questa settimana, il momento più emozionante è stata la decisione del Var sul gol di Mertens (ancora lui) realizzato in sospetta posizione di fuorigioco. A prescindere dalla valutazione del singolo episodio (se regolare o meno)  si è trovato comunque l’argomento di cui discutere. Benedetto Var.

Certo, inutile sottolinearlo, se Mertens giocasse nella Juventus gli episodi di Crotone e Bergamo sarebbero stati riscritti e commentati in maniera differente da media e stampa. Ci avrebbero aperto i telegiornali e le prime pagine. E' un gioco delle parti che ci sta anche dopo oltre 6 anni in cui la Juventus domina e umilia tutti gli avversari e i nemici. E allora viva il calendario "ad handicap" di Sarri, viva la “Rubentus”,  viva "i viaggi Var" di Mertens dal Sud al Nord perché il campionato è già di suo di un livello mediocre, noioso e scontato che senza polemiche sarebbe mediaticamente morto. Non ci resterebbe che guardare l’Isola dei Famosi o il Grande Fratello Vip...

@stefanodiscreti