Si riparte da dove si era finito. Purtroppo.
La Juventus crolla nel secondo tempo contro il Barcellona proprio come a Cardiff  era crollata contro il Real Madrid. (E stavolta senza nemmeno possibili veleni nell’intervallo…)
 
Niente de profundis però
Le differenze sono notevoli però questa volta così come anche le attenuanti.
In primis l’importanza della partita. E’ indiscutibile evidenziare che la prima gara di un girone non può avere un valore assolutamente paragonabile a quello di una finale di Champions League.
Certo, una sconfitta non è assolutamente il modo migliore per iniziare il percorso europeo di una stagione ma c’è tutto il tempo per recuperare.
Di sicuro, meglio perdere adesso che in partite future più decisive, senza appello o quasi.
Le tante assenze, la condizione ancora non ottimale, l’uscita di De Sciglio (che fino all’infortunio non stava sfigurando), il primo gol di Messi arrivato proprio in chiusura della prima frazione di gioco che ha tagliato le gambe; ci sono tutti i presupposti per non gridare al “moriremo tutti” e far suonare già un de profundis per la Juventus.
Però non bisogna nemmeno nascondere la testa sotto la sabbia.
Sulla nuova fase difensiva della Vecchia Signora c’è tantissimo da lavorare, soprattutto da un punto di vista mentale oltre che tattico. Non si possono tollerare errori come quello di Benatia in occasione del raddoppio di Rakitic.
Poi alcune decisioni di Allegri, come anche quella di lasciare fuori dalla lista Champions Lichtsteiner, vanno ancora comprese del tutto.
O anche la scelta di iniziare un acerbo Bentancur sull’altare del Camp Nou, o tentare l’esperimento Sturaro terzino destro (seppur in emergenza) in un’occasione come questa o anche insistere su un Douglas Costa ancora evidentemente fuori da ogni schema.
Sicuramente si poteva, si doveva, fare di più.
 
La Juve è Dybala dipendente?
E non solo Dybala, che invece in questo momento, soprattutto a leggere alcuni detrattori (che non aspettavano altro), sembra l’unico uscito sconfitto dal confronto con Messi.
Higuain, Alex Sandro. Praticamente tutti i migliori della Juventus hanno reso nettamente al di sotto delle aspettative e delle loro possibilità.
Anche perché c’è da aggiungere (e questa non è una attenuante, anzi) che il Barcellona nettamente vittorioso di ieri sera è parso tutt’altro che una super squadra, soprattutto se rapportata alla compagine che dominava in Europa e nel mondo negli anni passati. E’ evidente che è un cantiere ancora aperto e che non ha ancora metabolizzato il dolore per la perdita di Neymar..
Per i bianconeri ci saranno, e non potrebbe esser altrimenti, tante occasioni per rifarsi. Però è innegabile e non può esser solo un caso il dover nuovamente evidenziare che tutte le peggiori partite della Juventus dell’ultimo anno sono collegate a prestazioni non all’altezza de la “Joya”.
Questa Juve è davvero Dybala dipendente?
La risposta ce la restituirà solo il tempo.
Una sola speranza, in chiusura. Un moto di ottimismo, forse anche ingiustificato.
E se per una volta la Juventus perdesse la prima partita ma riuscisse a vincere l’ultima?

@stefanodiscreti