Riavvolgiamo il nastro e torniamo indietro di un anno e mezzo: luglio 2016, presentazione di Giampiero Ventura come nuovo ct della Nazionale. Presente, in conferenza stampa, anche il presidente della Figc, Carlo Tavecchio. I due uomini che hanno condotto la Nazionale alla mancata qualificazione ai Mondiali, per la prima volta dopo 60 anni. Vengono i brividi a rileggere oggi le dichiarazioni di quel giorno, alla luce di quello a cui abbiamo assistito negli ultimi due mesi, dalla sconfitta contro la Spagna allo 0-0 di San Siro con la Svezia.
 
C'ERANO UNA VOLTA VENTURA E TAVECCHIO... - Presentandosi come nuovo ct, Ventura aveva esordito con queste parole: "Sono felice di essere qui ma soprattutto orgoglioso di essere stato scelto a rappresentare una delle nazioni più importanti a livello calcistico. C'e' la possibilità, migliorando quanto fatto da Conte, di ritagliarci uno spazio da protagonisti: io ho una grande voglia, per raggiungere grandi obiettivi c'è bisogno di tutti. Questo è un momento storico, un grande riavvicinamento del popolo italiano verso la maglia azzurra, un bene che non va disperso, anzi incentivato". E ancora: "Voglio un'Italia eccitante, non vedo l'ora di cominciare e di evolvere, partendo da una base importante. Se facciamo un passo avanti, possiamo stupire. Si parte dai 23 dell'Europeo, poi spazio ai giovani ma senza bruciarli".
 
E poi Tavecchio: "Ventura è un maestro di calcio. È sempre stato nella mia ipotesi di allenatore della Nazionale, abbiamo superato tutto quello che c'era da superare per essere qui insieme. Chi diventa ct della Nazionale italiana ha raggiunto il top della carriera. Siamo lieti di consegnarli la squadra, la bandiera e una prospettiva. Avrà carta bianca. Gli auguro un felice esordio e un percorso importante".
 
EFFETTO TRAGICOMICO - Parole come "protagonisti", "momento storico", "Italia eccitante", "maestro di calcio", assumono tratti tragicomici, se rilette oggi. Tanta era l'enfasi nel pronunciarle (la spocchia?), quanto è imbarazzante l'impasse di queste ore, con un ct che non fa l'unica cosa che avrebbe dovuto fare un secondo dopo il triplice fischio di ieri sera (dimettersi), e un presidente che prende tempo cercando di trovare una soluzione per scaricare solo Ventura e uscirne (lui) sano e salvo, e ancora sulla poltrona. A loro modo, il "maestro" Ventura e e chi lo ha scelto "superando tutto quello che c'era da superare", Tavecchio, sono stati gli "eccitanti protagonisti di momento storico".