Genovese, sampdoriano, capace di vincere, con la maglia della sua squadra del cuore, uno scudetto che non era mai stato cucito sulle maglie blucerchiate. La carriera di Marco Lanna alla Sampdoria ha avuto tutto quello che un giovane giocatore può sognare. Oggi, alla 'vigilia' dei 50 anni (li compirà a luglio) l'ex difensore segue sempre con grande attenzione le vicende doriane. Per quanto riguarda la stagione in corso, Lanna ha le idee chiare: "Giusto puntare in alto. La partita di Udine avrebbe dovuto far capire le potenzialità di questo gruppo. Penso però che la sconfitta sia stato un puro caso, una prova non brillante decisa da tanti episodi" ha raccontato Lanna all'edizione genovese de La Repubblica. "Prima dell’uscita di Puggioni che ha dato il via al 4-0 era stata la Sampdoria a tenere sotto controllo la partita, alla lunga avrebbe vinto. Questa Samp è una squadra costruita bene, non deve preoccupare. Deve solo crescere a livello di personalità, e imparare a non fallire le occasioni per alzare l’asticella. Però è una squadra che ha delle certezze, che fa il suo gioco sia in casa sia in trasferta, e non penso vada considerata meno di Torino, Fiorentina o Atalanta per un posto subito dopo le grandi".

Per quanto riguarda il possibile difensore centrale da affiancare a Silvestre, Lanna ha un'idea molto particolare: "Regini o Ferrari? Sono tutti nomi buoni. Mi piacerebbe vedere in azione il giovane Andersen, dicono sia il nuovo Skriniar. Di sicuro ha davanti tutti buoni maestri". Se la Samp soffre con le squadre più alla sua portata, un motivo c'è: "Con le piccole manca di cattiveria. E questo probabilmente perché manca un gruppo di uomini leader che aiuti la squadra a trovare gli stimoli anche quando non ci sono. La fortuna di quel gruppo storico che ha vinto lo scudetto è stata la sua costruzione graduale. Mantovani ha comprato i giovani migliori, gli ha affiancato l’esperienza dei Souness o dei Francis, e poi ha aspettato i frutti con pazienza. Fino a individuare un gruppo di giocatori più in vista, capaci di trascinare gli altri. Diciamo che ancora non è stato individuato un giocatore alla Palombo, uno credibile a prescindere, utile per far tenere alta la tensione con tutti. Questa è una squadra che è cambiata moltissimo da un anno all’altro, a garantire costanza è solo il gioco di Giampaolo. Bravo lui e brava la società che è riuscita a comprargli i giocatori giusti, funzionali alle idee e al carattere". Ferrero ha spesso parlato di Europa, Giampaolo ha smorzato gli entusiasmi: "Ognuno fa il suo mestiere" conclude Lanna. "Il personaggio Ferrero lo conosciamo, così come è giusto che i tifosi si carichino e che Giampaolo voli basso".