La reazione c'è stata ed è stata veemente. Il Napoli ha attivato il pallottoliere, quello dei giorni migliori, asfaltando il povero Benevento nel segno dei titolarissimi. Certo, il valore dell'avversario ha influito, con un Benevento che, almeno ieri, non è parso all'altezza della categoria. Nonostante ciò, Sarri non ha risparmiato nessuno dei titolari: "Volevo una reazione importante e la volevo da questi 11", ha spiegato in conferenza stampa, malgrado dopodomani gli azzurri siano attesi dal primo big match di questo campionato, a Roma, contro una Lazio in grande salute. Curioso è che quattro dei sei gol segnati portino la firma di due giocatori, Allan Mertens, che in Ucraina non avevano giocato dal primo minuto e che da dimostrare non avevano un gran chè, avendo anche in Champions lasciato il segno una volta subentrati. Forse Sarri voleva una risposta da questi 11, perchè della totalità della rosa ancora non si fida abbastanza e non voleva concedersi altri passaggi a vuoto che avrebbero minato la serenità e l'entusiasmo dell'ambiente, al di là del primato parziale in classifica? Chissà se, si rigiocasse domani in Ucraina, Sarri rifarebbe le stesse scelte. Certo è che il pomeriggio agevole di ieri di Allan Mertens tra gli altri, rischia inevitabilmente di lasciare la sensazione che senza di loro, in questo momento, il Napoli non può vincere, o almeno, non senza qualche patema. Non è questo probabilmente il modo migliore di aiutare gente a caccia di continuità di rendimento, come Milik Zielinski. Ed ecco che il segnale di forza offerto ieri, da un certo punto di vista, potrebbe diventare un segnale di debolezza, a lungo andare.

RIAMPIANTO CHAMPIONS - Nel dopo Kharkiv, teatro di una sconfitta che Sarri pare non aver ancora digerito stando a quanto scrive oggi La Gazzetta Dello Sport, ci si era chiesti perchè, con il Benevento all'orizzonte, Sarri avesse optato per il turnover proprio per la trasferta di Champions. Perchè il Napoli punta dichiaramente allo scudetto? Tesi poco verosimile, ma comunque spendibile, per quanto errata, alla luce delle scelte: "Non vorrei che i ragazzi si concentrassero solo sul campionato, dove c’è più possibilità di andare avanti. Sarebbe un atteggiamento sbagliato" ha però stigmatizzato il tecnico al termine del derby campano. L'atteggiamento, fosse quello, sarebbe certamente sbagliato, ma in tal caso, l'allenatore ci avrebbe messo del suo, con i segnali dati dalle sue scelte. Sarri sta bluffando? 

PRIMO OSTACOLO - Primo ostacolo vero per la corsa scudetto sarà questa Lazio di Inzaghi che, ad oggi, fa paura. L'anno scorso gli azzurri incantarono l'Olimpico e passeggiarono su una Lazio piena di assenti e decisamente inferiore nel confronto. Immobile ha già promesso, al termine della gara contro il Genoa, che quest'anno non sarà la stessa cosa ed il momento dei biancocelesti conforta la tesi del nativo di Torre Annunziata. Sarri, a questo punto, si è messo in condizione di non poter fare passi indietro sulla formazione rispetto a quella schierata con il Benevento e questo, a tre giorni di distanza, potrebbe pesare. A livello fisico, ma soprattutto a livello mentale. La gestione fatta finora dal tecnico azzurro però, con più cambi nella partita finora più difficile, ha quasi lasciato la sensazione che senza gli 11 di ieri non si vince e questo rischia di diventare un boomerang a lungo andare. Toccherà a Sarri smentirci, ma deve crederci lui per primo.