Sarà il suo primo derby italiano e la curiosità è che Ricardo Rodriguez, terzino sinistro classe '92 del Milan questo derby avrebbe potuto disputarlo con i colori nerazzurri. Un interesse che non è poi sfociato in nulla di concreto, ma il passaggio da una sponda all'altra del neo ds rossonero Massimo Mirabelli gli ha consentito di coronare comunque il sogno di giocare in Italia. Ecco le sue emozioni a 2 giorni dalla grande sfide e le prime sensazioni sull'Italia e il calcio italiano dalle pagine della Gazzetta dello Sport:

Qual è il momento preferito a San Siro sino ad oggi?
"La prima partita col Craiova e ogni ingresso in campo. Mi piace la musica del riscaldamento e quell’inno, “Milan Milan”: ho sempre la pelle d’oca".

Domenica c’è Inter-Milan: niente inno ma emozioni doppie.
"Sicuro, il derby è speciale. Quando ero piccolo lo Zurigo era la mia squadra preferita assieme al Valencia e i derby col Grasshoppers erano sentiti: lo stadio pieno, i fumogeni. A me piace se la partita è calda".

A Wolfsburg invece i derby sono regionali. Soprattutto, a Wolfsburg giocava Perisic...
"Ivan è fortissimo, è pericolosissimo. È forte, ha fisico, è rapido, salta e soprattutto gioca con due piedi. La sua mentalità mi piace: anche a Milano siamo usciti a mangiare insieme".

Che può fare chi lo marcherà?
"Stargli sempre vicino. E sperare che non sia in giornata".

Abbiamo davvero rischiato di vedere Rodriguez nerazzurro?
"Sì, l’Inter ha parlato con il mio procuratore nella prima parte dell’anno ma il Milan, quando è arrivato, ha chiuso rapidamente. E io sono felice di giocare il derby per il Milan».

Il derby però è fondamentale. Che cosa non sta funzionando?
"Difficile dirlo. Il calcio è così: giorni buoni e altri no. Forse i nuovi vogliono mostrare di essere all’altezza e si mettono pressione: ci sono calciatori che la gestiscono meglio di altri".

Il 3-5-2, il discorso di Mirabelli dopo la Samp, l’allontanamento del preparatore. Attimi delicati?
"Il Milan vuole vincere, è normale che la società intervenga: la vita è così, decidono i capi. Poi non so che è successo con Marra, sono arrivato un giorno e non c’era più. Mai più visto. Mi piaceva, un bravo ragazzo".

Si è parlato della dieta. Troppo?
"Sì, al Milan si può mangiare tutto, anche se io preferisco il latte di riso o di soia».

Ora il campo. Chi è il rigorista?
"Nelle ultime partite io ero il primo e Kessie il secondo. Non so come tirerò, decido all’ultimo istante: è puro istinto».

Ma alla fine, che effetto fa essere al Milan?
"Io quando sono nato ero in pericolo di vita per un’ernia diaframmatica. Mi hanno operato subito: era 50-50 tra vita e morte. Per questo ringrazio Dio, anche per le cose piccole. Ho capito che ci hanno dato questa vita, dobbiamo cercare di essere felici. Siamo qui per questo".