Ma davvero qualcuno pensava ad una partita alla pari tra la Roma e l'Atletico Madrid? Suvvia. Se la prima è squadra di terza fascia, la Roma, e la seconda bifinalista di Champions un motivo dovrà pur esserci. James Pallotta dixit: "Non sono soddisfatto, potrei dire un paio di cose che si sarebbero potute fare meglio....". Ci mancava il caro Jimmy con il trip del presidente-allenatore... Magari, a lui potremmo girare le parole di Dzeko: "Totti mi manca, ma mi manca anche Salah e mi manca Nainggolan che prima mi giocava vicino. Ora, con questo sistema di gioco sono tutti più lontani". Spezziamo il bosniaco-pensiero in due e partiamo dalla seconda parte. Ha ragione Dzeko, la Roma fa fatica a servirlo. Ma è chiaro che questa non è ancora la Roma di EDF, fatica a liberare l'uomo in zona pericolosa e l'unica arma letale, in questo momento, sembra essere l'affondo di Perotti. Però la squadra crescerà, dovrà farlo per forza, e l'unita di misura non potrà certo essere la Champions, semmai è il campionato, e riconoscersi alla fine nel gioco del suo allenatore.

Poi c'è la prima parte del Dzeko pensiero: "Prima avevo Salah...". Ecco, se prima avevi Salah al fianco, aspettando Schick, chiaro,  e adesso hai Defrel, beh, inutile dilungarsi troppo no? Sarò antiquato, ma a me il mantra trigoriano secondo il quale, se vendi uno forte ne puoi comprare uno ancora più forte o, perlomeno, altrettanto forte, non convince affatto. E qui torniamo alla Roma di terza fascia. Da quando è arrivata la proprietà americana, 17 partite di Champions (preliminari compresi) giocate e appena due vittorie, con il Cska e il Bayer Leverkusen. Anche questo qualcosa vorrà dire no? Giusto per ricordare: l'ultima Roma dell'era Sensi,  flagellata da debiti e problemi , centrò i quarti di finale ed era inserita in seconda fascia. Certo, non era così, global, social, glamour, briefing e benchmark, e non aveva milioni di followers ma tutto non si può avere e qualche coppa la vinceva