La Sampdoria si prepara ad un derby dalla delicatezza estrema. Una partita che per i blucerchiati conta tantissimo, soprattutto per quanto riguarda il futuro di Marco Giampaolo.

Per giocarla servirebbe davvero un calciatore abituato a queste sensazioni. Magari uno che di derby ne ha giocati, e vinti, tanti. Magari con il numero 10 sulle spalle. Sarebbe bello rivedere Francesco Flachi esultare sotto la sua Gradinata, ma purtroppo oggi l'indimenticato attaccante blucerchiato ha appeso le scarpe al chiodo.

Flachi, comunque, parla sempre volentieri di Samp; lo ha fatto anche nella settimana che conduce alla stracittadina: "I 90’ contro il Pescara ci hanno raccontato un po’ di tutto. Di come la Sampdoria avrebbe potuto vincere, soprattutto in virtù del forcing finale, con la traversa scheggiata da Torreira e il salvataggio effettuato sulla linea da Brugman. Ma anche di come avrebbe potuto perdere se Caprari avesse superato Viviano su rigore, e allora chissà quale settimana avremmo affrontato" ha detto Flachi in esclusiva a Sampdorianews.net.

"Ora tutto è in mano ai giocatori. Spero e credo che si siano parlati e abbiano focalizzato che dopo il derby la Sampdoria sarà impegnata contro Juventus, Inter, Fiorentina e Sassuolo. La partita contro il Genoa diventa quindi fondamentale, anche e soprattutto per cosa il derby scatena in un giocatore. Una vittoria è in grado di moltiplicare le forze e far prendere, in alcuni casi anche quasi magicamente, la sicurezza nei propri mezzi. E questo è maggiormente vero quando si parla del Derby di Genova."

Flachi questa atmosfera l'ha vissuta spesso: "Per dare l’idea dell’impatto pressante che questa partita rappresenta posso dire che l’aria che si respira in città e in modo particolare in campo è esaltante e la rimpiango enormemente. Ma la pressione psicologica è inenarrabile, tanto che alcune volte sono per assurdo contento di non subirla più come giocatore, tanto sia insostenibile".

L'errore, secondo Flachi, sarebbe separarsi da Giampaolo: "Sarebbe spiacevole se si dovesse arrivare ad interrompere quanto Giampaolo sta costruendo, anche perché i deficit della squadra blucerchiata sono legati fondamentalmente ad aspetti mentali, psicologici, alla carenza di goal (in primis di Quagliarella) e ad innegabili ingenuità, superabili giocando ancora allo stesso modo. L’allenatore ha dato un’identità alla squadra e non sarebbe facile per i giocatori adattarsi nel corso del campionato ad un gioco diverso da quello che sta impostando ora Giampaolo. Contro il Genoa, in questo momento molto determinato, sarà una battaglia della quale è impossibile pronosticare un risultato, perché un derby dipende da 1000 fattori, e quello della Lanterna - conclude Flachi - da … 1001".