In casa Sampdoria l'attenzione è tutta rivolta ai nuovi acquisti e agli innesti importanti arrivati sul 'gong'. E non potrebbe essere diversamente, considerando che in blucerchiato sono approdati il tanto sospirato attaccante e Strinic, giocatore corteggiato da tempo. La partita con la Roma sarà una gara di esordi. E forse anche di rientri, perchè no. C'è Viviano che scalpita, vuole riprendersi la sua porta, di fronte alla sua gente. Bentornato Emiliano! Ma in questo calderone di emozioni e suggestioni è giusto dedicare un lungo, meritato applauso a chi si è conquistato sul campo stima e imperitura gratitudine.

Iberniamo Fabio Quagliarella e Christian Puggioni. Congeliamoli, facciamo sì che gli anni per loro non passino mai. Tra una partita e l'altra infiliamoli in una di quelle macchine fantascientifiche, di quelle che impediscono lo scorrere del tempo. Si può fare? A Bogliasco recentemente è arrivata la macchina per la crioterapia, magari si può riconvertire. Facciamoli andare avanti sino a 50 anni, pronti all'evenienza. Come supereroi della Marvel, pronti a togliere le castagne dal fuoco nei momenti di maggior difficoltà. A 34 anni il numero 27 blucerchiato ha trascinato la Samp, che ha ottenuto 6 punti grazie alla verve del suo centravanti. L'unico a cui il Doria si è potuto affidare, quando la coperta là davanti era ancora troppo corta. 3 gol in due partite non sono bruscolini, specie se si pensa che la Samp di reti ne ha segnate 4. La dote di punti è pesantissima. Puggioni invece i gol non li fa, li evita. E ci riesce benissimo. Nel successo di Firenze ha commesso un errore sul tiro – insidioso – di Badelj, ma il riflesso da gatto su Babacar nel finale è una parata poco appariscente, eppure fondamentale. Idem per gli altri, grandi interventi del numero 1 doriano. La travagliata stagione di Viviano avrebbe rappresentato un problema gravissimo per qualunque società di Serie A. L'infortunio del portiere titolare rappresenta un particolare da non sottovalutare assolutamente, e se il problema fisico dell'estremo difensore toscano è parso quasi 'insignificante' il merito è soprattutto di Puggioni. Affidabile, determinante, equilibrato e determinato: caratteristiche che serviranno sempre.

La favola di Puggioni, che ha raggiunto il culmine in quel derby che sembrava un poema epico, almeno per lui, a primo impatto potrebbe essere giunta agli sgoccioli. Io credo però che l'ultima riga della loro storia non sia ancora stata scritta. Viviano rientrerà, probabilmente Puggioni tornerà in panchina. E chissà che un destino simile non possa capitare anche a Quagliarella, magari tra un anno, o due, o tre, chissà. Ma nella Sampdoria di oggi, dove i giocatori spesso salutano dopo solo una stagione, in una squadra dove i tifosi (che non dimentichiamocelo mai, devono vivere di passione più che di plusvalenze) faticano ad affezionarsi e a riconoscersi in questo o in quel calciatore, Puggioni e Quagliarella rappresentano due monolitiche certezze. Per questo ripeto il mio invito: congeliamoli, preserviamoli dal fluire del tempo. Non sono ancora pronti alla parola 'fine', e forse non lo siamo nemmeno noi.

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