Era nell'aria, durante Cagliari-Sassuolo si sentiva che gli uomini di Bucchi avrebbero fatto risultato. Mai come nel primo tempo di ieri sera, il 3-5-2 dei neroverdi si è rivelato efficace. I ragazzi hanno saputo spostare e sfiancare con destrezza il rombo del 4-3-1-2 dei sardi, che inevitabilmente e puntualmente arrivavano in ritardo o concedevano qualcosa sulle fasce. Già a partire dalla gara con l'Atalanta si erano visti alcuni degli aspetti positivi del nuovo modulo del Sassuolo; attendevamo però questo turno infrasettimanale perché la partita con la Juventus aveva fatto storia a sé, e anche se qualcosa di buono si era intravisto, l'avversario era comunque fuori portata. Con una squadra di pari livello come il Cagliari, invece, il nuovo Sassuolo doveva per forza rivelarsi. E infatti si è mostrato con più nettezza; diverso, senz'altro, rispetto agli anni scorsi, ma fondamentalmente in crescita e sulla buona strada.

Vincere 1-0 in Sardegna non è mai facile, specialmente se sei obbligato a farlo. Ieri infatti se era imprescindibile non perdere, era importantissimo vincere, per non ritrovarsi a pari punti col Crotone, fermo a 1, o al massimo al Verona a quota 2. Tre punti vitali per il rapporto di fiducia tra allenatore e gruppo, tra squadra e ambiente. Ora si percepisce bene che tutti lo seguono, Bucchi, ed era questa la cosa da verificare al più presto.

Cambiate le mezzali e il centravanti, il tecnico ha ottenuto buonissime risposte da Matri, Missiroli e, soprattutto, da quel Duncan che non ci era apparso ancora integrato a dovere nel progetto.
Parlavo addirittura di involuzione, la volta scorsa. Be', la prova di Duncan son contento che mia abbia smentito. Questo Sassuolo è un Sassuolo che vuole essere più solido e compatto di quello di Di Francesco. La squadra si prende meno rischi, ci tiene a non scoprirsi. In compenso davanti sembra esserci meno brio. Sembra, almeno, per il momento. In realtà la prestazione di Matri è stata molto buona, ben supportata da cross e inserimenti dei centrocampisti. Più ombre che luci invece Politano, sostituito sorprendentemente al terzo minuto del secondo tempo. E da chi?

Qui è stata davvero ottima l'intuizione di Bucchi, l'asso nella manica: senza variare l'esperienza e la solidità del centrocampo, ha messo Sensi seconda punta, col doppio compito di alzare la qualità del palleggio sulla trequarti e di infastidire Cigarini nella sua comoda cabina di regia. Sensi poi è entrato in partita con un'intelligenza e una voglia di determinare encomiabile. Paradossale che abbia fatto meglio lui di Politano in quel ruolo. Ma l'ex centrocampista del Cesena il guizzo e la tecnica ce l'ha per fare bene a supporto di una o due punte. Avete visto quante punizioni si è conquistato con quella capacità che ha di frapporsi all'improvviso tra palla e avversario, quando diresti invece che è sul punto di perderla? Per gli avversari deve essere molto fastidioso, frustrante persino. Il rigore se l'è procurato poi così, avventandosi su un pallone apparentemente lungo e anticipando di un niente il proprio marcatore.

Adesso però arriva a Reggio il Bologna di Verdi l'ambidestro, un giocatore pazzesco. Al tifoso neroverde che per caso avesse visto Bologna-Inter dico sì, è vero, giocano forte e non sarà semplice ostacolare il loro tridente. Ma il Sassuolo dietro sta imparando a coprirsi con estremo raziocinio, estremo calcolo. Quand'anche Verdi superasse l'esterno Lirola o Adjapong, entrambi ottimi anche ieri, dovrà poi vedersela subito col centrale laterale della difesa a tre, Acerbi, o il nuovo emblema della retroguardia neroverde: Timo Letschert il vichingo.