Seconda sconfitta consecutiva, tre partite, un punto: ci sta. Non è il momento di far drammi. Perdere a Bergamo contro l'Atalanta formato Europa League ci può stare, per di più se perdi così, diciamolo stavolta, davvero immeritatamente. Passato in vantaggio con Sensi al  27', che tra l'altro è stato il migliore in campo, il Sassuolo ha subito il gol del pareggio neanche dieci minuti dopo, una splendida girata di Cornelius che ha sorpreso (per essere gentili) Consigli. Nella ripresa, la rete decisiva di Petagna ha chiuso il match sul 2-1 (palla tagliente del Papu, deviazione fortuita favorita da una spinta di Kurtic su Cannavaro). Facciamo polemica? No, non serve, poi dovremmo comunque vedercela con la Var.

Andiamo un attimo al di là degli episodi che hanno determinato la partita (anche il tiro di Cornelius nasce da un rimpallo), e ricominciamo dalla prestazione. Anzi, prima ancora dalla novità delle novità, ovvero il modulo 3-5-2. Quando il Sassuolo acquistò Goldaniga, qui sopra si parlò di difesa a tre all' orizzonte, quantomeno come possibilità. L'ex difensore del Palermo è rimasto in panchina, ieri, ma Bucchi ha cambiato lo stesso, scrollandosi provvisoriamente di dosso il 4-3-3, pesante eredità di Eusebio Di Francesco. C'era l'Atalanta dall'altra parte, una squadra che gioca col 3-4-3, e che spesso condiziona gli avversari costringendoli ad opporsi 'a specchio'. Il 3-5-2, in realtà, per quanto indotto, garantiva a Bucchi superiorità numerica in mezzo al campo.

Ma la vera notizia è stata, per conseguenza, l' esclusione di Politano, cioè l'esclusione di un giocatore che fino all'altro giorno veniva corteggiato da squadre come la Fiorentina.. Scelta controcorrente,  forse anche azzardata, ma che ha portato qualche frutto. Dati alla mano, il Sassuolo ha tirato 11 volte rispetto alle 5 dell'Atalanta: 5 volte in porta, di cui 4 da dentro l'area. Paradossalmente, senza una punta, la presenza in area è aumentata. Con questo non si vuole qui dirottare Politano a tutti i costi in panchina, non si vuol mica liquidarlo. Certo è che ha bisogno di ricaricarsi, di ritrovare gli stimoli giusti e soprattutto gli spunti giusti.

Al contrario, Falcinelli è parso più vivo, in campo, per l'appunto più presente negli ultimi metri, quelli più importanti. Almeno in due occasioni avrebbe potuto anche segnare, se il pallone non fosse uscito di un soffio. Accompagnato da una seconda punta vicina, Berardi, Diego è sembrato più a suo agio, tanto che sembrava di rivederlo giocare a Crotone.

Bene gli esterni, Adjapong e Lirola, quest'ultimo autore dell'assist a Sensi. Buonissima la difesa a tre con Letschert, Cannavaro e Acerbi, malgrado i due gol subiti (in totale siamo a 6 in tre partite!). Ma son forse degli errori, questi? Forse sul secondo si poteva fare meglio, ma il gol di Petagna sembra pure viziato da un irregolarità, come si è detto. Infine Mazzitelli, diligente, e Magnanelli così così: il capitano non è ancora lucidissimo, sbaglia un po' troppo (9 palle perse non sono da lui..).

Per concludere, userò ancora qualche dato per riempire di senso e giustificare l'uso del cliché "sconfitta immeritata": il Sassuolo ha avuto 7 occasioni da gol, una in più dell'Atalanta, ha calciato 7 corner, la Dea soltanto 3; ha perso 39 palloni, dieci in meno dei bergamaschi, e ne ha recuperati 33, uno in più degli Orobici. A tutto questo, per restare tranquilli al di là del risultato, aggiungete il numero di tiri di cui si è parlato sopra. Tranquilli, poi, per modo di dire, visto che adesso arriva la Signora.