Frenata. L'Inter non va oltre lo 0-0 a Bergamo, raccogliendo il secondo punto nelle ultime tre partite di campionato giocate fuori casa. Se nel pareggio col Milan e nella sconfitta di Torino i nerazzurri avevano raccolto meno di quanto avrebbero meritato, altrettanto non si può dire per la sfida con l'Atalanta. Che, specialmente nel primo tempo, ha messo sotto la squadra di Spalletti, accusato di aver sbagliato la formazione. 

Pur rimanendo un po' sbigottito nel vedere D'Ambrosio e Santon inizialmente dalla stessa parte del campo, oltre a essere un ammiratore di Karamoh rimasto in panchina fino al novantesimo, non mi sento di condannare l'indici titolare scelto dall'allenatore. Innanzitutto perché è troppo facile parlare col senno di poi. Forse è meglio cercare di capire la logica dietro alla decisione di proporre una difesa con tre centrali e due terzini. La stessa mossa geniale fatta da Di Francesco in Roma-Barcellona (con Messi annullato da Juan Jesus!), il marchio di fabbrica dei due ex al veleno che hanno frenato la rincorsa dell'Inter alla Champions: Mazzarri e Gasperini. Il quale, se Spalletti avesse giocato a quattro dietro, non avrebbe decentrato sulla destra Cristante, che invece da trequartista centrale avrebbe creato ancora più difficoltà all'anello debole dell'Inter. Ovvero la lenta coppia di centrocampo composta da Gagliardini e Borja Valero, quest'ultimo in uno stato di forma imbarazzante. A confronto, finché ha avuto benzina in corpo, Rafinha spicca per distacco. 

L'Inter è la squadra che macina più chilometri in Serie A, ma questa statistica non tiene conto della velocità: un dato non di poco conto, anzi. Infatti nel primo tempo i calciatori dell'Atalanta sembravano andare al doppio, prima di calare inevitabilmente alla distanza. E qui entra in scena un altro aspetto dell'inedito sistema di gioco proposto da Spalletti: schierare nel ruolo di seconda punta Perisic, che non a caso ha avuto le tre occasioni migliori. 

L'Inter non è andata in gol nelle ultime tre partite, pur avendo effettuato 21 tiri in porta. Tutto ciò non fa altro che confermare le difficoltà realizzative quando non segna Icardi. Basti pensare che, nel girone di ritorno, i nerazzurri hanno realizzato 16 reti: addirittura due in meno del Benevento (18) ultimo in classifica e praticamente già condannato alla retrocessione. Il mal di gol si acuisce fuori casa, dove l'Inter ha vinto solo una (a Genova contro la Sampdoria) delle ultime 9 trasferte. 

A Bergamo è arrivato il sesto 0-0, più di ogni altra squadra di Serie A. Significa che alla sterilità offensiva fa da contraltare una buonissima fase difensiva, con un solo gol subito nelle ultime sette gare. Anche se nel primo tempo all'Atalanta sono state concesse ben 11 conclusioni (4 in porta neutralizzate da un ottimo Handanovic), come non era mai successo questa stagione. In totale sono 22 le reti incassate, una più del Napoli e cinque più della Juventus, le migliori difese del campionato.

Domani sera a San Siro arriva il Cagliari, poi domenica pomeriggio c'è la trasferta di Verona contro il Chievo. A sei turni dalla fine è ancora apertissima la lotta per la qualificazione in Champions League con l'Inter che ha un punto in meno di Roma e Lazio, avversaria dei nerazzurri nell'ultima giornata all'Olimpico: chi rimarrà fuori delle tre? Speriamo i giallorossi, a cui auguriamo di alzare la coppa quest'anno, così nella prossima stagione ci sarebbero cinque squadre italiane nell'Europa che conta.  

@CriGiudici