Bisognerebbe davvero mettersi in smoking per giocare di notte a San Siro, per l’eleganza, il fascino e la storia di questo stadio. La SPAL, come fatto dieci giorni prima, si presenta nella scala del calcio con l’aria di chi sa che ha ben poco da perdere e pronta a recitare un ruolo importante nel primo turno infrasettimanale di questa avventura in serie A. Ad aspettarla i diavoli di Vincenzo Montella, ancora in fase di rodaggio per molti, ma con una gran voglia di fare bene, soprattutto con i grandi acquisti milionari Andrè Silva e Calhanoglu alla loro prima occasione nel campionato italiano. I propositi per un match divertente ci sono tutti e in più i ragazzi di Semplici hanno da poco affilato i coltelli per reagire alla sconfitta con il Cagliari.

In terra milanese Paloschi e Antenucci partono subito molto aggressivi, d’altronde l’approccio per le partite in questo tempio è sempre lo stesso, quindi dieci minuti di grande pressing e di sfrontatezza che sono un monito per gli avversari. Passata l’aggressività iniziale però, il baricentro estense cala notevolmente e la difesa rossonera riesce ad entrare nella metà campo avversaria portando una notevole pressione. Iniziano ad arrivare i primi tentativi verso la porta di Gomis che si difende bene soprattutto sul potente destro di Abate indirizzato all’incrocio dei pali. Sembra la replica della gara con i cugini nerazzurri e per rispettare fedelmente il copione arriva anche il calcio di rigore. Se la volta precedente era stato Vicari a distrarsi questa volta tocca ad un altro leader, anzi, al capitano Mora la triste sorte del responsabile, perché Rodriguez gli prende il tempo e fa partire un sinistro che Gomis non blocca e sul quale Kalinic si avventa, trovando il contatto con l’estremo difensore senegalese. Questa volta non serve la VAR, Abisso indica il dischetto e al 26esimo minuto (vedi anche Inter per fedeltà al copione) è vantaggio Milan, con Rodriguez chirurgico.

Sapendo dei coltelli affilati ci si aspetterebbe una reazione dalla banda di Semplici eppure la partita prende una piega soporifera. Le due squadre mostrano entrambe una grande organizzazione di palleggio, ma le occasioni latitano e la SPAL sembra più interessata a fare una bella figura, come già accaduto, piuttosto che al possibile punto raggiungendo il pareggio. Al ritorno sul manto verde però Paloschi si muove bene tra Bonucci e Romagnoli, riceve e scarica sulla destra per Lazzari che torva sul secondo palo Mattiello, dimenticato da Kessie. Il colpo di testa è angolato e supera Donnarumma, ma sulla linea è Bonucci a sventare il pericolo. La più grande occasione della serata sfuma e il Milan, come nel primo tempo, si sveglia con lo spavento e si catapulta nella trequarti avversaria. Kessie inizia a far emergere tutte le sue qualità e al minuto 61 Felipe arriva in ritardo proprio sull’ivoriano che cade in area di rigore, prende la sfera e spiazza di nuovo Gomis, mettendo la parola fine alla gara. Mister Semplici non vuole mollare e butta nella mischia Borriello per cercare di portare pericoli dalle parti di Donnarumma, ma alla fine non accade nulla e il copione viene rispettato alla perfezione e con molto rigore. Un altro 2-0 sotto la Madonnina che permette alla SPAL di uscire nuovamente a testa alta da un match difficile, dal quale non passano certamente le speranze di salvezza di questa squadra.

Il coltello è stato affilato e per ora si è visto solo nei primi dieci minuti. La paura di prendere un’imbarcata, per quanto visto fare dalle colleghe della zona salvezza, ha forse trattenuto Mora e compagni a dare il tutto per tutto, pensando che due giorni dopo, ovvero Sabato, arriverà a Ferrara un’altra big e candidata alla vittoria finale come il Napoli. L’attacco rimane per la terza volta a bocca asciutta e si concretizza il terzo 2-0 consecutivo. Non è crisi, assolutamente, e rispetto a Crotone, Benevento e Hellas Verona i biancoazzurri sembrano più attrezzati e consapevoli delle loro potenzialità. Ora al Paolo Mazza bisognerà resistere all’onda di forza e di gioco partenopea per poi iniziare un mini campionato decisivo per il futuro della stagione con Crotone e i due derby contro Bologna e Sassuolo. A quel punto bisognerà uscire dal copione ed improvvisare per rimanere nel massimo campionato e continuare a sognare.