Sono i piccoli dettagli a fare la differenza, soprattutto nel gioco del calcio. Il possesso palla, la supremazia territoriale e le occasioni da gol permettono di stabilire, una volta finito l’incontro, se quanto appena accaduto sul manto erboso abbia soddisfatto giocatori, allenatore, dirigenza e tifosi. Ieri al triplice fischio di Mazzoleni è subito venuto fuori l’amletico dubbio: punto guadagnato o punto perso contro una diretta rivale per la permanenza nella massima serie? Trovare una risposta a caldo non è mai semplice, allora aspetti che la notte ti porti consiglio e il mattino seguente ci ragioni sopra.

La Spal si è presentata alla sfida con il Crotone dopo ben quattro sconfitte consecutive che, nonostante i complimenti ricevuti, hanno lasciato la casella dei punti ferma a quanto raccolto nelle prime due giornate. Dall’altra parte una squadra entusiasta, dopo la vittoria di settimana scorsa contro il Benevento, arrivata al “Mazza” con lo spirito giusto e la consapevolezza di come raggiungere la salvezza dopo l’impresa dello scorso anno. I ragazzi di Semplici hanno provato da subito ad imporre il proprio gioco riuscendo a piazzarsi stabilmente nella metà campo avversaria con tutti gli uomini, Vicari-Felipe-Salamon sulla linea del centrocampo giusto per intenderci. Nicola ha preferito un semplice 4-4-2, molto coperto, per poi ripartire in contropiede, bloccando Viviani in mezzo a quattro ogni volta che il centrocampista romano si ritrovasse la sfera tra i piedi. Dalle fasce sono arrivati i maggiori pericoli, soprattutto sull’out di sinistra dove Costa è scatenato su un Sampirisi poco sicuro, lasciato in balia dell’ex Chievo da Stoian, molto preoccupato a ripartire piuttosto che a difendere. La prima grande occasione è per Antenucci che approfitta di una splendida sponda di Borriello, ma la palla esce di un soffio. E’ proprio l’attaccante napoletano, dal quale tutto lo stadio si aspettava il salto di qualità per vincere l’incontro, ad abbandonare il campo dopo una scarsa mezz’ora per un problema muscolare; al suo posto Alberto Paloschi. Il “sergente” entra con una grande voglia e a 5 minuti dal termine sfrutta a dovere l’assist di Antenucci sul secondo palo per il vantaggio biancoazzurro.

Lo stadio esplode, Paloschi sotto la Ovest e i tre punti che sembrano più vicini. Il Crotone nei primi 45 minuti si è affidato solamente alle conclusioni dalla distanza e la Spal ha avuto il controllo assoluto. Al ritorno in campo però qualcosa sembra cambiato. Gli uomini di Semplici perdono smalto, la manovra avvolgente del primo tempo sembra essere svanita ed è difficile stabilire se sia demerito estense o merito calabro (altro dubbio amletico). Il baricentro rossoblu viene sicuramente alzato, ma dopo la partita contro il Napoli è difficile pensare che la banda Semplici possa andare in difficoltà contro un pressing alto. Invece Vicari sbaglia su di una rimessa laterale di Lazzari e Stoian sfiora la rete, se non fosse per la manona di Gomis che non può nulla qualche minuto dopo. E’ ancora Stoian a tagliare la difesa avversaria per poi servire Simy al limite dell’area: Salomon lascia molto spazio all’attaccante nigeriano, che dall’alto dei suoi 199 cm, si esibisce in un destro piazzato delizioso. Pareggio e tutto da rifare. Schiattarella prova a riaccendere la luce dopo il black out, ma il Crotone ha raggiunto il suo obiettivo minimo e segnare di nuovo diventa complicato. Ceccherini, nel finale, rischia l’autogol sul cross di Lazzari, Cordaz si supera nel primo intervento e compie un vero e proprio miracolo sulla respinta arrivata a Paloschi, che da un centimetro vede il capitano rossoblu togliergli la gioia della doppietta e del gol vittoria.

Al triplice fischio è subito pronta la domanda: punto preso o punti persi? Per quanto visto in campo il pareggio è giusto, ma i rimpianti restano. La Spal sembra più organizzata rispetto alle dirette concorrenti per la salvezza; eppure il Crotone, con una fase difensiva importante, strappa un punto dal fortino ferrarese, uscendo illesa da una gara che poteva condizionare l’intera stagione. La stagione poteva cambiare anche per i biancoazzurri se solo fossero arrivati i tre punti, perché in questo momento si sarebbe parlato di una neopromossa a quota sette punti, gli stessi della Fiorentina, con sorpasso su Cagliari e Udinese già incontrate in casa. Purtroppo non è così, il mister garantisce che continuando a seminare in questo modo arriveranno presto i frutti e allora, come sempre, si rimanda tutto al campo. Il prossimo incontro è al Dall’Ara, un derby decisivo al quale si arriverà dopo la sosta delle nazionali e dal quale non si può uscire con i dubbi. Ieri due punti sono stati persi a Bologna si va per vincere.