Meno male che questo 2017 è finito, ora non resta che augurarsi che il 2018 sia per il Torino migliore. Quello che si conclude oggi è infatti l'anno del rammarico, delle occasioni sprecate, dei tanti se e i tanti ma, l'anno dell'Europa sognata ma non raggiunto ma, soprattutto, l'anno dei pareggi: addirittura venti in trentanove partite di campionato giocate (mentre le vittorie sono state solamente dieci, decisamente troppo poche per una squadra ha ambizioni europee). La partita con il Genoa, l'ultima del 2017, è stata la sintesi perfetta dell'anno che sta per terminare.

Il risultato finale non poteva che essere un pareggio, uno 0-0 che lascia l'amaro in bocca perché sarebbe bastato davvero poco in più per farlo diventare una vittoria. Quel qualcosa in più che tante volte è mancato: le partite contro la Spal, il Verona e il Chievo di questa stagione ne sono degli esempi, quelle con  Empoli e Crotone della scorsa ne sono altri. Ieri, contro il Genoa, Mihajlovic ha avuto certamente l'attenuante delle tante assenze per infortunio, ma questa è solo una giustificazione parziale per il non essere riuscito a far sì che il suo Torino ottenesse la vittoria. Il problema principale della squadra granata è la mancanza di idee, di un gioco: spesso la manovra è confusa, gli attaccanti finisco per pestarsi i piedi e spesso capita che siano in due larghi su una fascia e nessuno al centro dell'area di rigore avversaria. 

Nel 2017 il Torino ha dimostrato di avere grandi problemi, di non meritare quell'Europa che ha come obiettivo, non resta quindi che augurarsi in un 2018 diverso. Un famoso proverbio dice che chi ben comincia è a metà dell'opera, il nuovo anno il Toro lo inizierà il 3 gennaio nel derby di Coppa Italia contro la Juventus: l'occasione per iniziare meravigliosamente l'anno è ghiotta, ma è molto forte anche il rischio di iniziarlo in maniera disastrosa.