Tante volte nel calcio non si capisce bene quando le responsabilità sono dei giocatori, della società, del tecnico o dell'ambiente, ecco diciamo che per la prima volta non ci sono dubbi sul fatto che tutti i meriti del momento dell'Udinese sono di Massimo Oddo. Non per questo voglio togliere qualcosa a tutti gli altri, se la squadra è così forte il merito è sicuramente anche della società che ha trovato i giocatori giusti, ma Oddo ha fatto capire che qualsiasi gruppo deve essere messo nelle condizioni migliori per esprimersi e poi lo ha fatto.

In questi giorni si parla molto anche del ritorno di Giampaolo Pozzo al fianco della squadra, ma oramai ho elaborato una mia personale teoria per cui forse per la prima volta, l'allenatore è stato scelto da Gino Pozzo. Ho la sensazione, non so se avrò mai una riprova, che Gino non abbia mai avuto quella totale fiducia da parte del padre nel scegliere la guida tecnica; stavolta invece credo abbia avuto carta bianca. Dico questo perché il circolo della fiducia parte dall'alto e se all'inizio della catena c'è poi è tutta una discesa: il giovane dirigente si sente forte, trasmette il suo entusiasmo al giovane allenatore, che a quel punto non può che iniettarlo tutto nei sui giocatori.

Potrò essere in errore, ma in un mondo del giornalismo in cui ognuno elabora la sua teoria spacciandola per vera, io la mia personale idea me la sono fatta e mi piaceva condividerla qui. Poi guardando al campo è evidente che la squadra è sempre la stessa: bella e tranquilla. Per la prima volta dopo essere finita sotto di una rete non è andata minimamente in affanno o confusione, si è rimessa sotto e ha vinto la partita. Qualcosina che non mi ha convinto c'è come Maxi Lopez, in una squadra che gira bene lui è l'unico che non ingrana. Il gol della vittoria è arrivato dall'assist di De Paul appena entrato al posto di Maxi, con il suo ingresso si è visto subito un maggior dinamismo del reparto offensivo.

Infine c'è Samir che non mi ha entusiasmato, certo per lui era quasi un esordio nella gestione Oddo, ma questo ragazzo che era stato straordinario nella passata stagione, sta subendo una lenta involuzione e qui almeno a livello mentale il tecnico ci dovrà lavorare per avere le giuste garanzie. Ma come sempre e come se non fosse successo ancora niente (15 punti in 5 partite), si va a Verona a giocarsela contro un Chievo che non sarà in vena di regali dopo aver dato al Benevento i suoi primi tre punti in serie A. Confermato che le qualità ci sono e la tenuta fisica è buona, conterà solo l'aspetto mentale e chi vorrà realmente vincere la partita lo farà senza il minimo problema.