Qui non ci sono Ronaldo, qui non ci sono Messi: il calcio non è solo dei campioni, quello virtuale non è solo dei pro. Un angolo dedicato a chi si avvicina al mondo degli eSports, per chi li vive con passione ma senza prendersi troppo sul serio. "Un po' di FIFA qua?" è la rubrica dedicata a voi e a noi, ai gamer di tutti i giorni: uno spazio per tutte le curiosità e per raccontare avventure e disavventure digitali.

Chi l'ha detto che sport 'reali' e 'virtuali' sono distanti tra loro? Due mondi vicini, molto vicini, che talvolta per interessi commerciali possono anche combaciare: non solo per eventi pubblicitari e di sponsorship, capita anche che atleti professionisti si gettino negli eSports come veri e propri imprenditori.

Dopo Gerard Piqué infatti, fondatore dell'agenzia eFootball.Pro che collabora con Konami nella creazione di una lega internazionale legata al titolo PES (partner dei blaugrana) e padrino dell'evento disputatosi a Barcellona, anche un ex blaugrana si lancia nell'impresa: Javier Mascherano infatti ha firmato una partnership con eSports Planet, un'agenzia che punta all'espansione del mondo virtuale nei paesi latino americani. Una missione ambiziosa, coinvolgere sempre più i giovani, soprattutto i millennials, in un movimento che ha già trovato terreno fertile in Europa, Asia e Usa: doppia vita quindi per il centrocampista argentino, che agli impegni sul campo con l'Hebei Fortune in Cina alternerà quelli da promotore degli eSports dall'altra parte del Mondo.

Calciatori imprenditori, ma se in un futuro prossimo i giocatori volessero tuffarsi negli eSports da gamer a tutti gli effetti? Come tanti coetanei e non, tanti atleti sono veri e propri appassionati di videogiochi e dedicano parte del proprio tempo libero ad essi. Inevitabilmente, Fifa18 è il titolo che va per la maggiore e che diventa occasione per tante iniziative: ad esempio Lorenzo Pellegrini, che nelle giovanili giocava con il nostro Daniele 'IcePrinsipe' Paolucci, è stato presentato dalla Roma proprio con un video realizzato sfruttando il titolo Fifa. Tanti calciatori tra Premier League (Lukaku) e Bundesliga (Batshuayi) vivono quotidianamente il virtuale, ma il più celebre è indubbiamente Mario Balotelli: le sue sfide con il fratello Enock sono diventate un must per i cultori e la campagna di solidarietà nei suoi confronti in questa 'faida' ("Enock, sei un bugiardo", questa la frase ripetuta da tanti personaggi famosi del pallone) era diventata virale a livello globale.

C'è però anche chi vuole staccare in maniera netta dal pallone reale e virare su altro nel virtuale. Tanti ad esempio, come il centrale del Milan Alessio Romagnoli, sono appassionati di basket e assidui giocatori del titolo NBA 2k18, ma il caso più eclatante è quello di Neymar: il brasiliano, giocatore più costoso della storia del calcio con i 222 milioni investiti dal Psg per strapparlo al Barcellona, è un asso in campo e anche al computer. L'ex Santos infatti da anni è un vero e proprio campione di Counter Strike: Global Offensive, sparatutto in prima persona e uno dei titoli eSports più famosi: ci dedica molte ore alla settimana, come si vede anche dalle numerose stories su Instagram, tanto da essersi anche allenato con il team professionista brasiliano SK Gaming. Ora con l'infortunio al piede Neymar è tornato in Brasile e non mancherà di dedicare ancora più tempo alla sua avventura virtuale: e se scoprisse di essere più bravo al computer di quanto non lo sia con il pallone tra i piedi? Probabilmente resterà solo un hobby per O'Ney, ma il confine tra atleti e gamer si assottiglia sempre più: un futuro con professionisti dalla 'doppia vita', reale e virtuale, potrebbe essere meno remoto di quanto non sembri

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@Albri_Fede90