Caro Diego Della Valle, intanto non possiamo che essere contenti che finalmente sia venuto a vedere una partita della sua Fiorentina, anche se qualche malelingua non ha perso tempo per dire che era a San Siro a vedere la sua vera squadra del cuore (l'Inter per capirsi).

Lasciando da parte le maldicenze, riteniamo che non abbia potuto non notare quali limiti abbia la compagine di cui lei, nonostante tutto, resta il proprietario. Una squadra schizofrenica che ha alcune falle, alcune di queste annose, da dover tappare. Non è possibile che siano almeno cinque anni non vi sia un terzino destro di ruolo (ora anche un sinistro degno di questo nome). Le partenze dei vari Cuadrado, Joaquin e Salah hanno poi privato di un'alternativa importante sulla destra del fronte offensivo. Senza dimenticarci del portiere, anche se di situazioni come queste ne potremmo citare a bizzeffe.

Come dice? Lei non si occupa del comparto tecnico? E' vero, ma lei ne condiziona inevitabilmente le scelte. Pensa se un giorno, magari durante la prossima sessione di mercato, le venisse in mente di dire "Caro il mio Corvino, ho 15 milioni da spendere tutti per te". Crediamo che per incanto gran parte dei problemi della squadra verrebbero risolti e la Fiorentina, vista la mediocrità di questo campionato e la classifica cortissima potrebbe ritrovarsi a lottare per grandi traguardi.

Solo un sogno? Sicuramente sì, ormai lei ha tracciato la strada da anni e la strada della Fiorentina si chiama autofinanziamento. Ma ha veramente abbandonato quell'intenzione di vincere tanto sbandierata all'inizio della sua avventura viola? Ci permetta, ma noi non ci crediamo, crediamo che quel pensiero stupendo sia presente in un angolino del suo cervello e del suo cuore, serve solo una leva per tirarlo fuori.