La vigilia dell'Atalanta è piena di timori e questo, più di ogni altra considerazione dà la misura del ridimensionamento viola. Non ricordo in novantuno anni di storia un momento in cui l'Atalanta abbia avuto prospettive e stimoli superiori alla Fiorentina. Oggi è così e i meriti nerazzurri fanno il pari con lo stallo viola. Per la Fiorentina la gara è importante, servono punti, il quarto k.o. in sei gare sarebbe pesante ma la partita è delicata. L'Atalanta sta bene, ha realizzato otto gol nelle ultime due gare ed ha il morale altissimo, la Fiorentina sconfitta a Torino è invece ancora alla ricerca della quadratura del cerchio. E stavolta Pioli ha anche qualche dubbio di formazione. Il nodo è la difesa. Da decifrare le condizioni di Laurini. Non ce la facesse oltre a Gaspar Pioli ha annunciato un altro possibilità a cui sta pensando, Pezzella a destra con Milenkovic centrale. Una soluzione che preferisco. In mezzo al campo è squalificato Badelj e per affiancare Veretout credo che il favorito sia Sanchez. Non Benassi che Pioli continua a non vedere davanti alla difesa. Infine giocherà Babacar? Oppure il senegalese si avvia alla sesta panchina consecutiva? Intanto ha parlato il presidente esecutivo Mario Cognigni dicendo le cose che ribadisce da tempo, il progetto va avanti, si è riaperto un ciclo, i Della Valle amano la Fiorentina e non si meritano le critiche perché hanno messo nel club oltre 300 milioni. Tutti discorsi già sentiti. Poi però ci sono i fatti. La Fiorentina non ha uno stadio di proprietà come non lo aveva prima dei Della Valle, non ha un centro sportivo dove fare allenare tutti insieme prima squadra e giovanili come non l'aveva prima dei Della Valle, non ha una sede ma, almeno quella, prima dei Della Valle ce l'aveva. Vorrei che Ci mettesse la faccia Diego ma forse ormai è davvero chiedere troppo.