Parlare e seguire la Fiorentina è sempre piu difficile. Quella viola ad oggi è un'entità astratta, qualcosa che esiste in virtù della sua storia ma in questo momento si fa fatica a delinearne il futuro. A costo di essere noiosi vale ripetere che non si può fare calcio con una proprietà latitante da mesi, anni e un presidente esecutivo, Mario Cognigni, in guerra con una parte di tifoseria, per l'appunto la più calda, la Fiesole. Il resto è una conseguenza.

Non ricordo, a memoria, un autofinanziamento cosi intransigente, con parte delle plusvalenze utilizzate per pagare le bollette di luce e gas. E poi c'è il costante, inarrestabile, abbattimento del monte ingaggi, dimezzato in tre anni, che rende la Fiorentina un club marginale, del tutto privo di qualsivoglia obiettivo sportivo. E che dire di Corvino, un dg con le mani legate dal monte ingaggi, ma capace di sbagliare tutto lo scorso mercato e gran parte dell'attuale. In queste condizioni proibitivi servirebbe un dirigente che conosce a fondo il calcio italiano e internazionale, in grado di arrivare prima degli altri su qualche futuro crack. Ed invece non è cosi, anzi il mercato viola è limitato ai soliti contatti, ai soliti intermediari, ai soliti paesi di riferimento.

La squadra in tutto questo resta la parte sana ma Pioli, al momento, non appare il condottiero in grado di spremere il massimo dalla rosa. Il tecnico è completamente schiacciato sulle posizioni della società
, si dice soddisfatto della rosa, in sintonia con Corvino, felice della vicinanza dei Della Valle. Se lo attendiamo dal tecnico il cambio di marcia temo non arriverà.

I Della Valle vogliono vendere? Nel frattempo si facciano furbi e gestiscano la situazione. Mandino via Cognigni, ormai improponibile e lo sostituiscano con Salica, diano un ruolo realmente operativo e di prestigio ad Antognoni, facciano un colpo di mercato a gennaio. Non basterà a tornare credibili, ma sarebbe un primo passo.