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  • Un cappuccino con Sconcerti: abbiamo abbassato la guardia di fronte al Covid, ma il virus è e sarà in mezzo a noi

    Un cappuccino con Sconcerti: abbiamo abbassato la guardia di fronte al Covid, ma il virus è e sarà in mezzo a noi

    • Mario Sconcerti
      Mario Sconcerti
    Non siamo guariti dal covid, ma non ne parliamo più. Poche righe nei telegiornali, poche cifre e nessun commento largo. Eppure restano ancora cinquantamila nuovi contagiati ogni giorno, quasi duecento decessi. Abbiamo abbassato la guardia, è diventato inevitabile dare seguito alle proteste dei no vax e di chi era stanco dei limiti green pass. Ma il virus c’è, muta, si allarga. Lavorerà per noi la primavera, poi l’estate, ma sappiamo già che poi arriverà l’autunno. Si dice che la storia oggi è diversa perché siamo più o meno tutti vaccinati. Non è così. Dopo tre mesi dal terzo vaccino la copertura scende al 46%, quindi siamo tutti vaccinati a metà. Ma ci sentiamo liberi perché non ne parliamo più.



    Fu così per le donne bruciate come streghe nel seicento, circa un milione. Bastò smettere di bruciarle per far scomparire le streghe. L’informazione millimetrica di oggi ha reso tutto più importante, eternamente decisivo. Tutto diventa subito emergenza. Perché non stiamo mai zitti e parlando aumentiamo il problema, perdiamo la misura. Non siamo capaci di gestire due emergenze insieme, come non si possono vedere due spettacoli insieme. E’ lo spettacolo della vita, la ricchezza dei poveri. Così ne cancelliamo ogni volta uno. 

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