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La stampa spagnola è certa che il Kun finirà al Real. Molto dipende dall'affare Neymar.
La famiglia di Aguero: resta a Madrid.
Sfogliando i giornali spagnoli, che però fanno un discreto tifo, Sergio Aguero è sempre più vicino al Real Madrid. E sempre più lontano dalla Juve. «Il pronostico dei famigliari è unanime - scriveva ieri il quotidiano «As» - resterà a Madrid». Detto che nell'articolo la frase del titolo si scioglieva nella confidenza di una persona vicina a «El Kun», il rischio per i bianconeri è alto. Con Neymar che potrebbe restare un altro anno al Santos, le merengues si stanno di nuovo interessando ad Aguero. L'attaccante argentino piace a Mourinho, così come al presidente, Florentino Perez. E il patto di non belligeranza con i nemici dell'Atletico, potrebbe beatamente essere accartocciato per un comune interesse: la Real casa prende la punta, i Colchoneros mettono nelle disastrate casse un sacco di quattrini. In Spagna raccontano ancora che Aguero abbia appena comprato casa e non abbia una gran voglia di far trasloco. «Davanti al Real è dubbioso solo perché non vuol dare un dispiacere ai tifosi dell'Atletico», dice un amico. Chissà se l'obiezione di coscienza c'è anche nel pallone.

L'obiettivo di Marotta: ridurre il gruppo e dare in fretta a Conte la squadra che vuole.
Blitz per Aguero, poi le svendite: è una Juve taglia e compra.
Affidata da giovedì ad Antonio Conte, non è ancora la Juve di Antonio Conte. Dentro la torta ci sono troppi ingredienti che andranno levati, 33 giocatori sotto contratto, altri da aggiungere: per limitarsi all'indispensabile, un solido mediano da affiancare ad Andrea Pirlo e un esterno sinistro d'attacco per brevettare il 4-2-4. E poi il “top player”, la ciliegiona. Quel Sergio Aguero, chissà, che l'ad bianconero Beppe Marotta tenterà di mettere nel carrello già tra domani e mercoledì, volando a Madrid, bottega Atletico.

Niente panico, però, assicurano dalla base Juve, perché stavolta non c'è l'ansia dei preliminari europei, e in campo ci si andrà solo il 28 agosto, con l'avvio del campionato. Dunque, Conte salirà con i bianconeri nel ritiro di Bardonecchia (fino al 17 luglio) per cominciare il lavoro, aspettando che il tempo gli porti i pezzi mancanti. Senza fretta, come ripete Marotta, ma neppure senza prendersela troppo comoda, perché poi un tecnico deve avere la possibilità di assemblare la squadra, nell'anima e sul prato, levigandola secondo la sua fede. A maggior ragione, se l'uno e l'altra sono in gran parte nuovi. E di più, se hai deciso di mettere al volante uno come Conte: preciso e lavoratore, pignolo allo stremo, con l'ambizione di insegnare a ogni giocatore gli spazi, i movimenti all'interno della squadra. Consegnandogli il gruppo in ritardo, lì nascerebbero i primi guai.

La prossima mossa, allora, sarà quella di impacchettare Aguero, prima che lo facciano altri. Per questo Marotta atterrerà a Madrid con l'assegno pronto, anche rischiando di pagare qualcosina in più di quel che era stato messo a budget per l'operazione. Per «El Kun», la Juve non voleva superare i 30 milioni, in mezzo alla trattativa ora potrebbe arrivare fino a 35. Alla questione tecnica s'è un po' abbinata quella pubblicitaria: oltre che un ottimo giocatore, Aguero è una faccia da copertina, adesso come non mai, con la Coppa America in diretta tv. Farselo soffiare, dopo le settimane passate, non sarebbe un bello spot. Chiaro però che lo shopping rimane operazione complicata, pure per l'addensarsi di concorrenza, prima tra tutti quella del Real Madrid. Potendo chiudere l'acquisto, meglio procedere. Va da sé, che l'affare non è semplice anche per una banale ragione: puoi programmare tutto fin che ti pare, ma poi non sei al fantacalcio e devi fare i conti con il venditore, le sue condizioni e i suoi tempi. E in questo momento l'Atletico potrebbe mettersi a giocare con la clessidra: male che vada, «El Kun» non perderà valore, qualche gol in più invece non farà altro che alzarne la quotazione. A meno di non pagare subito i 45 milioni della clausola rescissoria.

Nel caso la Juve finisse dentro un'asta, meglio tenersi pronti con il piano B, che porta a Giuseppe Rossi: molto bravo, ma non meno costoso, viste le richieste sparate in questi anni dal Villarreal, che mai sono scese sotto i trenta milioni. Dal mercato dovrà arrivare anche un esterno sinistro molto offensivo: Vucinic sarebbe la bella scommessa di Conte, Elia o Bastos potrebbero esserne i sostituti. Così come andrà arruolato un centrocampista di lotta, da scegliere tra Arturo Vidal, sul quale c'è il Bayern Monaco, e Lass Diarra, che non pare molto attratto dall'Italia. Prima, però, bisognerà vendere qualcuno, perché la zona è densamente popolata, e con alti redditi: su tutti, Momo Sissoko e Felipe Melo, cui si sta cercando di trovare residenza. Senza partenze non ci saranno innesti. Nell'attesa, Conte si conforterà con tutti i Nazionali, un anno fa ritardati dal Mondiale, oltre a tre pezzi nuovi, a costo zero, tra cui Pirlo: al momento, il vero top.