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Massimiliano Allegri è tornato alla Juventus, ma poteva essere su un'altra panchina: quella del Real Madrid. A confermarlo è lo stesso tecnico livornese, nel corso di una lunga intervista a GQ, nella quale racconta che Juve o non Juve la sua pausa sarebbe comunque finita la scorsa estate: "Sì, era il tempo giusto. Sono stato fermo parecchio, sarei comunque tornato ad allenare, avrei potuto farlo prima ma poi sono subentrate anche questioni personali e di famiglia. Nel 2018 è venuta a mancare mia madre, quindi nel 2019 non mi volevo allontanare troppo, e ne ho approfittato per stare vicino a Giorgio, il mio figlio più piccolo, la grande ormai vive a Milano ed è autonoma; mio padre è a Livorno e ha risentito molto della mancanza di mia madre. La decisione di tornare alla Juventus, oltre al fatto di essere legato alla proprietà e al club, è anche frutto del desiderio di stare accanto a mio figlio, che vive a Torino con la madre. Sono uno a cui piace avere tutti gli affetti vicini".

MAI ALL'ESTERO - Allegri conferma il no al Real Madrid: "L’ho detto e lo ripeto: quest’anno avevo già firmato un accordo con il Real Madrid. Poi la mattina ho chiamato il presidente e gli ho detto che non sarei andato perché avevo scelto la Juventus. Mi ha ringraziato. Se ho avuto dubbi? No, da quando mi ha chiamato la Juventus a maggio non ho avuto nessun dubbio".

REAL MADRID - Nessun rimpianto per aver rifiutato i blancos? "A livello professionale sarebbe stato il coronamento di un percorso, certo: Milan, Juve, Real. Ma nella vita non si può avere sempre tutto e io sono davvero contento e orgoglioso di aver allenato per quattro anni il Milan e ora essere al sesto in un club come la Juventus. Al Real ho detto no due volte. La prima è stata mentre ero in fase di rinnovo con la Juve: dissi al presidente del Real che avevo già dato la mia parola a Andrea Agnelli".
MORATA - Allegri parla poi di Alvaro Morata e di come lo ha convinto a restare a Torino a gennaio: "La sera che la società ha preso Vlahovic ho chiamato Álvaro e gli ho detto: «Non ti muovi da qui perché ora con lui diventi un giocatore molto più importante», e così è stato. Discutere Morata tecnicamente è da folli; è normale che se gli si chiede di far cose che non è in grado di fare possa non rendere al meglio, ma non dimentichiamoci che lui si è messo a disposizione e ha giocato per mesi in una posizione che non era propriamente la sua".

VLAHOVIC - Il tecnico livornese si concentra poi su Dusan Vlahovic: "È un ragazzo giovane, con poca esperienza internazionale, che però ha qualità, vuole e può migliorare, e ha tutto il tempo per farlo. Davanti alla porta ha una cattiveria assoluta. La Juventus ha fatto un acquisto importante: nel mondo lui, Mbappé e Haaland sono i più forti in circolazione della loro generazione".