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La prima vittoria non si scorda mai, perché il 3-2 della Juventus sul campo dello Spezia arriva dopo quattro partite, ma soprattutto perché arriva dopo tante, troppe, sofferenze contro una squadra che punterà soprattutto a salvarsi. Capaci di farsi rimontare ancora, dopo aver segnato con Kean, i bianconeri infatti vanno addirittura in svantaggio all’inizio della ripresa, ma stavolta grazie alle reti di Chiesa e De Ligt riescono a fare il controsorpasso che scaccia la paura di una figuraccia persino peggiore delle precedenti. Giusto così, perché la Juventus attacca dall’inizio alla fine, anche se la vittoria è il frutto più della rabbia e dell’orgoglio ferito, che del gioco e della qualità. E chissà che questa rimonta non sia lo spot che anticipa la rimonta in campionato, se Allegri riuscirà a correggere i difetti di una squadra troppo vulnerabile in difesa e troppo in difficoltà in mezzo al campo, aggrappata soltanto agli spunti isolati dei singoli in attacco.    

CINQUE CAMBI - Alla ricerca della prima vittoria in cinque partite, Allegri parte con altrettante novità. Dopo il pareggio con il Milan, spariscono nella formazione di partenza Alex Sandro e Chiellini in difesa, Cuadrado e Locatelli a metà campo, Morata in attacco. Via libera, quindi, a De Ligt al fianco di Bonucci con De Sciglio a sinistra, mentre Danilo completa il quartetto arretrato a destra. In un 4-4-2 classico Chiesa torna titolare a destra con McKennie rilanciato al centro tra Bentancur e Rabiot. Ma soprattutto, vicino al confermatissimo Dybala di nuovo con la fascia di capitano, si vede per la prima volta dall’inizio l’attesissimo Kean. Tutto chiaro in teoria, meno nella pratica perché la Juventus fatica a ingranare. Il ritmo è lento e c’è scarsa fantasia in mezzo al campo, dove manca la qualità per smarcare Dybala e Kean. E allora, al di fuori degli schemi, ci prova da solo Chiesa accelerando sulla destra, anche se i suoi spunti producono soltanto fumo. 

BOTTA E RISPOSTA - In assenza di gioco e di occasioni da gol, al di là di una girata alta di De Ligt su calcio d’angolo, ci pensa Bonucci ad avviare l’azione dell’1-0 con un lungo lancio verso l’area avversaria dove Rabiot devia di testa smarcando Kean, bravo a controllare il pallone e a infilarlo di destro nell’angolino dove Zoet non può arrivare. Un bellissimo gol che poco prima della mezz’ora dovrebbe togliere le ragnatele dei dubbi attorno alla Juventus. E invece, come era già successo contro l’Udinese, il Napoli e il Milan, i bianconeri si fanno raggiungere. Passano meno di 7’ e lo Spezia, fin lì chiuso nella propria area, riesce a pareggiare. Prima ci prova Verde, esterno destro d’attacco nel 4-3-3 in linea con Antiste e Gyasi, con un gran tiro alzato da Szczesny, poi dalla parte opposta Gyasi precede l’intervento di Danilo e fa partire un gran destro che finisce alla sinistra dell’incolpevole  portiere bianconero. E’ il classico botta e risposta che costringe la Juventus a ripartire in cerca del vantaggio, ma con gli stessi problemi di prima.

DYBALA NON BASTA - Promosso giustamente leader della squadra, capitan Dybala sale in cattedra impegnando tre volte Zoet, due su punizione e una con un gran tiro da fuori area, senza però sorprendere il portiere avversario. Visto che non basta nemmeno la sua classe, dopo l’intervallo Allegri cerca di correre ai ripari. Fuori l’invisibile De Sciglio, riecco Alex Sandro a sinistra per spingere di più sulla fascia e con lui rimane negli spogliatoi anche l’opaco Bentancur, rilevato da Locatelli per rianimare il centrocampo.

SORPRESA SPEZIA - Come non detto, però, perché la Juventus attacca male, concedendo spazi al contropiede dello Spezia che si esalta all’inizio della ripresa quando Maggiore con un lungo lancio pesca il centravanti Janis Antiste che vola indisturbato sulla sinistra verso la porta bianconera e batte Szczney a fil di palo con un gran destro, leggermente deviato da Bonucci. Diciannove anni compiuti il 18 agosto scorso, titolare della Under 21 francese, Antiste segna così il suo primo, indimenticabile, gol in serie A che vale il clamoroso sorpasso sulla Juventus.

RABBIA JUVE - Colpita, ma non ancora affondata, la Juventus reagisce con una rabbia mai mostrata prima. Morata al posto di Kean, sparito dopo il gol, è la nuova mossa di Allegri, anche se la differenza lo fa lo spirito della squadra, ferita nell’orgoglio oltre che nel punteggio. Per la verità lo Spezia, molto ben organizzato grazie al grande lavoro dei tre centrali Maggiore, Bastoni e Bourabia è sempre pericoloso quando riparte, ma i bianconeri danno la sensazione di poter segnare da un momento all’altro. E infatti Chiesa trova il gol del 2-2 con un rabbioso destro che non dà scampo a Zoet. Manca poco meno di mezz’ora e Allegri gioca la carta Bernardeschi al posto di Rabiot per l’assalto decisivo. 
 
CONTROSORPASSO - Tra tanti volti nuovi, dall’inizio o durante la partita, decide quello di De Ligt che devia in rete di esterno destro il quattordicesimo angolo a favore della Juventus. Ci sono ancora 12’ da giocare, recupero compreso, ma stavolta la Juventus non si fa più raggiungere e l’uscita dell’acciaccato Chiesa, rilevato da Kulusevski, è l’unico neo finale della prima importantissima vittoria in campionato dei bianconeri, salvata da un’ultima parata di Szczesny su Maggiore. Per la serie “meglio tardi che mai”.


IL TABELLINO


Spezia-Juventus  2-3 (primo tempo 1-1) 
 
Marcatore:  27’ Kean (J), 33’ Gyasi (S), 4’ st Antiste (S), 21’ st Chiesa (J), 27’ De Ligt (J)
 
Assist: 27’ Rabiot,
 
 Spezia  (4-2-3-1):  Zoet, Amian, Hristov, Nikolaou, Bastoni, Salva Ferrer, Bourabia (31’ st Sala), Verde (31’ st Manay), Maggiore (41’ st Salcedo), Gyasi, Antiste (31’ st Nzola). All. Motta.
Juventus (4-4-2): Szczesny, Danilo, Bonucci, De Ligt, De Sciglio (1’ st Alex Sandro), Chiesa (39’ st Kulusevski), Bentancur (1’ st Locatelli), Mc Kennie, Rabiot (22’ st Bernardeschi), Dybala, Kean (14’ st Morata). All. Allegri.
 
Arbitro: Gianluca Aureliano di Bologna.
 
Ammoniti: 40’ st Nikolaou (S), 46’ st Morata (J), 48' st Nzola (S)