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  • Andrea Agnelli può uscire dalla cassaforte di famiglia con un lauto incasso

    Andrea Agnelli può uscire dalla cassaforte di famiglia con un lauto incasso

    Grandi manovre in casa Agnelli-Elkann. Dopo che a maggio John Elkann ha lasciato la presidenza della Giovanni Agnelli Bv, a giugno i soci della cassaforte olandese si sono ritrovati ad Amsterdam per metter mano allo statuto, intonso dal 2019. Le modifiche sono numerose, come ricorda Corriere.it, e riguardano per esempio l’oggetto sociale e la fissazione di un limite d’età per i consiglieri di amministrazione. Nel contesto attuale assume però particolare rilevanza la riforma dei meccanismi di liquidazione degli azionisti che intendano abbandonare la holding di famiglia. La procedura è contemplata dall’articolo 8 dello statuto che in 17 commi disciplina tutte le possibili vie d’uscita per un socio con l’obiettivo finale, in sostanza, di non allargare la compagine al di fuori della già ampia cerchia della dinastia Agnelli.

    Fra gli addetti ai lavori, riferisce sempre Corriere.it, si parla da tempo di un possibile disimpegno di Andrea Agnelli che, nell’annunciare le dimissioni dal board di Stellantis ed Exor, aveva detto di voler "voltare pagina" per "aprire un nuovo capitolo".

    Tali nuove avventure imprenditoriali potrebbero richiedere risorse e quindi incrociare il destino della partecipazione nella Bv, di cui Andrea Agnelli è consigliere. Gli eredi di Umberto Agnelli, Andrea e Anna, detengono — stando agli ultimi documenti depositati ad Amsterdam — l’11,85% della cassaforte olandese, che in trasparenza corrisponde circa al 6,3% di Exor, una partecipazione del valore di oltre 1,2 miliardi ai corsi attuali di Borsa. Una liquidazione, anche parziale, di tale quota garantirebbe un lauto incasso. Sempre che, ovviamente, ci sia una tale volontà da parte di Andrea Agnelli: in proposito, fonti vicine all’ex presidente della Juventus riferiscono che al momento «non risulta alcuna novità».

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