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Giancarlo Antognoni è stato uno di quelli che in campo, come si dice in gergo, “dava del tu al pallone”. In un epoca in cui sono veramente pochi i giocatori che tengono a diventare simbolo, bandiera di una squadra e una città, quella di Antognoni, campione del mondo 1982, ma soprattutto faro del centrocampo della Fiorentina per tutta la carriera, è una voce che esce dal coro. La Fiorentina, Totti, Cassano e Balotelli e la crisi del calcio italiano in esclusiva per calciomercato.com.
 
Lei è stato una vera bandiera del calcio italiano, giocando per ben 16 anni con la maglia della Fiorentina  a cavallo  tra gli anni ’70 e ’80. Cosa pensa stia succedendo al nostro calcio?
"È innegabile che in Italia, il gioco del pallone sia in una fase delicata. La verità è che ci sono molti meno soldi. Bisognerebbe ricominciare daccapo. Ripartire da cose come stadi e merchandising, avendo però anche il coraggio di puntare sui giovani. Ci sono troppi stranieri che tolgono spazio ai nostri ragazzi". 
 
Stranieri e giovani portano il nostro discorso al mercato che si è appena concluso. Che cosa ha detto la sessione estiva del calcio mercato?
"Che l’Italia non è il punto di arrivo dei grandi campioni come un tempo. Dalle nostre parti non girano russi o sceicchi. In sintesi però, le grandi si sono rinforzate. È vero che non c’è stato un grandissimo movimento e colpi eclatanti, ma come dicevo, il momento del nostro paese è davvero delicato. Mi piace parecchio il giovane Lamela della Roma. Ha grandi doti e un grande futuro. Attenzione a Poli, che a breve potrebbe ritagliarsi il suo spazio nel centrocampo dell’Inter. E poi come non dire di Vucinic e Pirlo, che sono campioni affermati. Con loro la Juventus torna a lottare per lo scudetto".
 
Quindi chi vincerà il titolo?
"Il Milan è un gradino sopra le altre. Subito sotto c’è l’Inter con il Napoli, la Roma e come ho detto, la Juve. Qualche dubbio solo sulla Roma che ha un giovane allenatore al quale bisogna dare un po’ di tempo. Un nuovo progetto necessita di qualche periodo di rodaggio. Anche se è altrettanto vero che da noi conta parecchio come si parte…". 
 
L’Inter  che perde Eto’o, diventato il calciatore più pagato al mondo?
"Rinunciare a un giocatore come Eto’O è pesante. Ti garantisce 25-30 gol a stagione, se non di più. Zarate e Forlan però sono ottimi acquisti!". 
 
Di questo periodo di mercato ci ricorderemo anche la “questione Totti”.
"Francesco è fondamentale per la Roma. È un ragazzo intelligente e presto si renderà conto della situazione che si è creata anche per via della sua figura di leader carismatico amato dal popolo giallorosso. Il problema è che sono finiti troppo sui giornali. Se non si parlano che attraverso i media, è sicuro che non ne può venire nulla di buono".
 
Tra poco le big del campionato esordiranno in Champions League. Quali secondo lei le prospettive per Milan, Inter e Napoli?
"Le milanesi passeranno tranquillamente il turno, anche perché a parte il Barcellona, nei loro gruppi non ci sono squadre nettamente superiori a loro. Discorso a parte per il Napoli. Gli azzurri se la giocano con Bayern e Villareal. Il Manchester City di Mancini lo vedo superiore alle altre tre. Anche per il Napoli però vale il discorso su come parti in una nuova avventura. Il San Paolo sarà fondamentale. C’è da lottare".
 
Chiudiamo con le due squadre che hanno caratterizzato la sua carriera di calciatore: la Fiorentina e la Nazionale.
"I viola sono bene o male la stessa squadra. Penso siano tra il 7° e 8° posto, subito a ridosso delle grandissime. Non sono sicuro che Montolivo e Gilardino volessero restare, ma da grandi professionisti quali sono, porteranno il loro contributo alla causa della Fiorentina. Sulla Nazionale di Prandelli ho giudizi positivi. Giusto puntare su Cassano e Balotelli, anche perché il CT sa bene come gestire il gruppo. La vittoria sulle Faroe è stata striminzita ma in questo inizio di stagione ci sta. Il gioco arriverà presto".