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«Domani voglio un'Atalanta elettrica»: Stefano Colantuono prepara la sfida all'Udinese prima in classifica con la solita carica agonistica. «Per fermare i friulani dovremo sfoderare le nostre armi migliori: concentrazione e intensità - sottolinea l'allenatore - Finora il nostro campionato è stato positivo, nonostante la sconfitta di Roma. All'Olimpico abbiamo giocato bene però, appunto, senza elettricità. Ma non posso muovere critiche ai miei visto che abbiamo raccolto dieci punti, anche se poi in classifica ne abbiamo solo quattro... Guai però sentirci bravi e abbassare la guardia». Sarà insomma un'Atalanta ad alta tensione: l'Udinese dovrà fare attenzione a non prendere la scossa. Ma anche Colantuono sa che dovrà guardarsi dalle insidie dei bianconeri, indicati come modello cui ispirarsi. «L'Udinese è ormai una grande realtà del nostro calcio: grande squadra, grande società e grande allenatore - spiega Colantuono - Stanno raccogliendo i frutti di anni di lavoro: sono bravissimi a pescare talenti in giro per il mondo e anche in Italia. Qualcuno parte e altri arrivano, ma alla fine i risultati arrivano sempre. L'Atalanta può proiettarsi verso una dimensione simile, perchè il presidente Percassi ha l'entusiasmo e le possibilità economiche per riuscirci. Ma ci vuole pazienza, non bastano pochi mesi». Orizzonti futuri a parte, l'attenzione di Colantuono è concentrata sulla sfida di domani e sul pericolo numero uno, Di Natale: «Lui è rapidissimo e può mettere in difficoltà i nostri difensori, che come tutti i centrali hanno una buona stazza. Per fermarlo ci vorrebbe un brevilineo come Rivalta (ex difensore nerazzuro, ndr), ma non ce l'abbiamo più...». Anche l'Atalanta avrà però il suo mini asso da giocarsi, quel Maxi Moralez che ha stupito al debutto e che ora sta vivendo una fase di flessione: «Il suo è solo un problema di adattamento, non mi pare che abbia difficoltà legate al fisico - taglia corto l'allenatore - Moralez è un giocatore molto intelligente e sta studiando il nostro calcio. Finora ha cercato di ridurre al minimo gli errori, ma adesso deve osare di più: negli ultimi 16 metri può fare la differenza». Colantuono potrà contare anche sugli altri due argentini, Denis e Schelotto, che fin qui hanno contribuito in modo determinante all'exploit della squadra bergamasca. «Schelotto sta bene, ha avuto un pò di febbre in settimana ma non dovrebbe avere problemi» conferma il tecnico, che poi tiene a spendere parole di elogio per il collega Guidolin: «Mi piacerebbe fare quello che ha fatto lui in carriera: lo reputo uno dei tre migliori allenatori italiani. Tutti si chiedono perchè non sia mai riuscito ad approdare in una grande squadra. Ebbene a volte me lo chiedo anch'io. Lo stimo moltissimo»