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Questa volta, a far volare l’Atalanta, non sono le ali ma ‘il Mali’. 
Il nazionale ucraino è tornato nella stessa sera in cui è tornata la vera Dea. Sessanta minuti perfetti per il 18 bergamasco, al contrario dell’erede di Lukaku super ricercato, che tiene impegnato de Vrij ma sbaglia tutte le palle gol coordinandosi male. La cattiveria giusta rimane alle sue spalle, dove è appostato un cecchino.
 
A MALI ESTREMI...- Nel finale di stagione 2020/2021, ultima gara contro il Milan a parte, Malinovskyi è stato una bomba a orologeria, puntuale e devastante: 7 gol e 9 assist in 2 mesi e 11 partite di fila. Come ieri: varchi inventati e improvvisi, cioccolatini ai colleghi del tridente, finte, punizioni e pure i calci insidiosi dalla bandierina. Quando Malinovskyi è in forma, è ovunque. Tant’è che non ha una posizione precisa in campo, si muove dove vuole liberando l’area con troppa facilità al cospetto dei campioni d’Italia. Il bolide di mancino che buca la rete è quasi un urlo liberatorio: se dagli 11 metri si pestava i piedi con Zapata, dal limite dell’area sfodera il piatto della casa, e in poco tempo lancia la sassata che cambia tutto. Altrimenti, per come era iniziato il match, l’imbarcata poteva essere dietro l’angolo. Ma Malinovskyi è tornato, e con altri due fischi e un palo fa tremare Handanovic. “Dopo un intervento (all’ernia addominale, ndr) si ha bisogno di tempo per recuperare”, svela quasi giustificandosi il jolly nerazzurro, per ricordare che anche lui è umano, seppur extraterrestre in campo, “ora sono pronto, sto bene e voglio migliorare ancora”. L’assist col Sassuolo a Gosens e la gara a cinque stelle vs l’Inter gli aprono le porte dello spogliatoio: impossibile non dargli la 18 nel tridente dal 1’. E pensare che l’Inter lo voleva, in cambio di Vecino. Ma ha insistito per il jolly sbagliato.
 
DEA CONSAPEVOLE- Per energie fisiche e nervose spese, il punto finale non rende giustizia. Da 10 a 11 in classifica alla Dea cambia poco - è comunque il quarto risultato utile di fila, Champions compresa - è più importante aver ‘freezato’ l’Inter a +3. E aver dimostrato di potersela giocare con tutte, anche con le big in orbita scudetto, alzando il tasso tecnico con inserimenti dalla destra di sopraffina qualità, reagendo per ben tre volte. Al gol al 5’, al gol del pari, al rigore. Una consapevolezza nuova, preziosa per affrontare e battere lo Young Boys prima del duplice duello contro lo United. La Champions, passare il girone da prima o da seconda, è questa la priorità. Alla primavera, quando l’Atalanta di Gasp viaggia a gonfie vele e recupera punti in campionato, mancano ancora parecchi mesi. Ma già l’autunno promette bene, pur senza Luis Muriel, che ha lasciato più spazio alla furia ucraina. Non tutti i ‘Mali’ vengono per nuocere…