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Perché molti, forse quasi tutti, ci avrebbero messo la firma, a scivolare in Europa League da testa di serie, dopo i sorteggi. Ajax, Liverpool e Midtjylland: imparare dalle prime due, fare bella figura e continuare nell’Europa più piccola sbarazzandosi facilmente dei danesi. Anche quest’anno, previsioni più inesatte non ci potevano essere. L’Europa League adesso non è più una piacevole alternativa. Non dopo questo inizio di stagione, fatto solo di vittorie e goleade, non dopo aver strapazzato l’ultima della classe e aver annientato Klopp ad Anfield Road. Ma cosa è successo alla vera Atalanta, brillante, intensa, aggressiva e cinica sullo specchio? Perché gioca a nascondino sbucando fuori all’improvviso, quando meno te lo aspetti, per stanare i più furbi, e poi torna nell’ombra lasciandoci contare a vuoto per ore? Amsterdam è l’ultima spiaggia per ritrovare quella Dea bellissima formato Champions, che ha fatto innamorare del suo gioco milioni di italiani. Quella Dea dai lunghi capelli ondulati, con doppie e triple punte che non voleva tagliare mai.
 
LA DEA NON SI RIMETTE IN SESTO (GOL)- E che qualcosa non va bene e non gira più come dovrebbe, lo si percepisce dallo stato del suo attacco, fulcro delle magie gasperiniane. Luis Muriel e Duvan Zapata, era in campo lui o il cugino??, poco reattivi, troppi i palloni persi, sprecati e allungati in area sul più bello. Certo, il Midtjylland era già eliminato, ma a chi fanno schifo 900mila euro? E stonano le parole della pantera nerazzurra, che a fine gara rimarca “non siamo stanchi, stiamo bene, riusciamo a recuperare ogni tre giorni”. Ma sono i numeri a parlare: Zapatone è fermo a 5 gol, l’ultimo insaccato il 27 ottobre, più di un mese fa; Lucio Muriel, un altro fermo a quota 5, con le braccia cristallizzate al cielo da 32 giorni. E che dire del Papu Gomez, quel capitano intoccabile e insostituibile, persino dopo un viaggio oltre oceano, bocciato e tolto dal suo primo fan, che non segna dal 21 ottobre, fermo a….sì, anche lui a 5 gol. Sembrava essere nata una sfida interna al tridente per aggiudicarsi la palma di goleador dell’anno e invece da oltre 4 settimane (prima della seconda sosta nazionale...) si sono fermati tutti a un palmo dalla rete. Eppure continuano a dire di stare bene. Forse, il primo passo per sbloccarsi, è ammettere che lucidità e freschezza sono rimaste a spassarsela tra Colombia ed Argentina. Ora, c’è tempo una settimana perché il tridente si rimetta in sesto, e si rimetta in gioco, e in gara, per quel maledetto sesto gol. 
 
ROMURO- E non è un caso quindi se, per la legge del contrappasso, i migliori in campo da un po’ di tempo a questa parte siano difensori e centrocampisti. Su di tutti, svetta Cristian Romero- ma Romuro più che altro- che le riprende tutte, cattivo il giusto, freddo sotto porta, con buone gambe e testa sulle spalle ma pronta a dribblarsi in cielo. L’unico a pedalare, su invito del Papu, insieme a Matteo Pessina, che ormai non è più una rivelazione. Fresco e coraggioso, utile in mediana ma ancora più prezioso in incursione, dona stabilità all’assetto nerazzurro. E poi eccoli i 40 milioni inglesi che corrono per il campo e che in 10’ mandano in rete più sfere di tutto il tridente messo assieme. Per la Uefa è ancora Traore, per l’Atalanta è Diallo, ma per tutti è Amad, uno che si farà amare dallo United e farà parlare di sé tutta Manchester.
 
UDINE AHIA, AMSTERDAM AJAX- Ringraziando Paolo Dal Pino, ora la Dea non scenderà in campo fino a domenica, con la possibilità di focalizzarsi e prepararsi al meglio per l’Ajax ridotta a soli due giorni e mezzo. Una manna per l’Atalanta del Gasp, che fa della preparazione tecnica e atletica la base dei suoi successi, e dire che anche l’Udinese era d’accordo ad anticipare la gara di 24 ore. Inter sì, Atalanta no. E tra Pussetto, Musso, de Paul e Arslan, anche il coloratissimo Friuli diventa una minaccia. Ma dato che va di moda bere dal bicchiere mezzo pieno, vediamola così: l’Atalanta arriva ad Amsterdam con due risultati su tre a disposizione per il pass ‘ottavi’, e paradossalmente ora è l’orgoglio a poter pungere la squadra. Se arrivi con 3 punti, magari confondi Amsterdam per la classica gita del liceo, mentre così tutto è in bilico, e ci sarà da sudare per i 3 punti e i 3 milioni. A cominciare dal tridente, che deve tornare ad azzannare i difensori e ingranare la sesta (rete) per proseguire il sogno Champions.