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Sfogliando il calendario, dovrebbe essere già primavera. Scrutando la finestra e storcendo il naso di fronte al cielo plumbeo, qualche dubbio rimane. Ma forse a Bergamo la Primavera è già arrivata da tempo. Soprattutto dalle parti di Zingonia. E' quella di Valter Bonacina e dei talenti del domani vestiti di nerazzurro. Ha già in tasca il pass verso le fasi finali, viaggia a gonfie vele in vetta al proprio girone, sta lanciando possibili campioni. C'è Cais, che segna a raffica. C'è Palma, con la sua classe e visione: in Under 19 non l'hanno certo convocato per caso. 

Ci sono poi i terzini, i fluidificanti del 3-5-2 solitamente disegnato dal 'Cina': Barlocco e Conti, segnatevi quei nomi. Corrono, difendono e segnano pure. Gli eredi dei Bellini e dei Raimondi, il futuro sulle corsie. Se buttiamo sulla griglia altri numeri, come le 54 reti messe a segno (miglior attacco) o i soli 16 gol sul groppone (nessuno meglio), è tutto il gruppo a risaltare.  Le basi per togliersi qualche soddisfazione, per riportare a Zingonia il titolo di categoria, ci sono. Peccato per l'amara avventura al 'Viareggio', dove ha vinto la sfortuna. 

Ma la vera essenza è un'altra: portare questi talenti nel calcio dei grandi, costruire un futuro. Servirà pazienza, certo, e saggezza e programmazione. Virtù che la tradizione atalantina in fatto di giovani conosce a menadito (pur con qualche errore nel recente passato, va detto, ma i tempi sono cambiati). Magari, invece, ci sarà già l'occasione per ammirare uno di questi talenti nelle battute conclusive della stagione. Quando la salvezza sarà ceralaccata dalla matematica e Colantuono potrà azzardare un esperimento sulla linea verde.