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Roberto Baggio fa il tifo per Nicolò Zaniolo. L'ex attaccante italiano, Pallone d'Oro nel 1993 e vice campione del mondo nel 1994, parla dell'infortunio del giovane talento della Roma in un'intervista al Corriere dello Sport: "In casi come questo fa la differenza la forza di volontà. Certo, il passaggio-chiave è un intervento fatto bene, risolutivo. Ho letto che Zaniolo è stato operato anche al menisco, io quel problema non lo ebbi, i menischi li avevo finiti tutti qualche anno prima... Come Nicolò avevo un obiettivo a breve: io il Mondiale, lui ha l'Europeo. Ce la misi tutta, feci gli straordinari e in Giappone andai tante volte. La notte, in sogno… Non mi sono mai fatto mancare nulla: ho cominciato a 20 anni a frequentare le sale operatorie. Anche allora i tempi di recupero stimati erano quattro, cinque mesi. Il professor Marcacci fece un gran lavoro, poi intervennero la mia voglia di giocare l'ultimo Mondiale in una terra che amo e sento un po' mia, il dottor Nanni, Antonio, il fisioterapista, e Carlotti, il preparatore. L'Isokinetic di Bologna. Stavo in palestra anche dieci ore di fila e il dolore era persistente, a volte insopportabile. Ricordo che nelle due settimane dopo l'operazione persi una dozzina di chili. E un quintale di lacrime. Ora conta soltanto che Zaniolo recuperi bene e con tranquillità. Tocca lui a decidere se sarà il caso di spingere al massimo. Io nel 2002 avevo 35 anni e avrei giocato per altri due, lui è ancora un ragazzo e ha una tutta una carriera davanti e tanti Europei e Mondiali da vivere. Gli auguro tutto il bene possibile: so cosa sta passando".