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Nonostante la notizia non abbia tutti i crismi dell'ufficialità, in Spagna è ormai dato per assodato che Tito Vilanova si sia dimesso dalla carica di allenatore del Barcellona. Il tecnico catalano, succeduto a Pep Guardiola alla guida dei blaugrana, si trova ancora a New York per affrontare il periodo di cure dopo aver subito la seconda operazione per rimuovere un tumore alla ghiandola parotide. Una scelta che non è stata confermata dalla società per non dare un segnale di totale scollamento nell'ambiente, ma che sarebbe confermata dal recente viaggio della dirigenza del Barça negli States per incontrare Vilanova.

Un evento tragico e inaspettato che gli ha impedito negli ultimi mesi di stare a contatto con la squadra e di traghettarla nel momento più complicato della stagione, con il ko di San Siro nell'andata degli ottavi di finale di Champions League e la doppia sconfitta nello spazio di pochi giorni col Real Madrid (l'1-3 del Camp Nou che è costata la finale di Copa del Rey e il 2-1 delle merengues in campionato di sabato scorso). Il suo vice Jordi Roura non ha il carisma necessario per guidare un gruppo che sembrava poter andare avanti col pilota automatico anche dopo l'addio di Guardiola e che invece sembra aver perso tutti i suoi punti di riferimento, in campo e nello spogliatoio. Il gioco dei catalani si è involuto, diventando un noiosissimo tiki-taka senza sbocchi, che gli avversari non faticano a fronteggiare, e con l'ulteriore aggravante di una difesa colabrodo. E anche sul fronte disciplinare le cose non sembrano andare per il meglio, con tanti giocatori che avrebbero ricominciato a fare la bella vita senza che nessuno possa controllarli da vicino.

I due Clasicos persi in soli quattro giorni hanno minato oltremisura l'autostima di un gruppo che si credeva invincibile e che proverà a ribaltare un momento fattosi complesso come non accadeva da anni nella sfida del 12 marzo contro il Milan. Il sogno della storica remuntada contro i rossoneri (che partono dal 2-0) è vivo e pare che Roura proporrà un inedito 3-3-4 per l'occasione senza giocatori di rottura. Un azzardo tattico per provare a dare la scossa a una squadra stanca e demotivata e bisognosa quanto prima di trovare un allenatore per la prossima stagione, quella della vera rivoluzione.