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Giovinco sì, Giovinco no. A Bari la 'formica atomica' è diventata un autentico tormentone. In principio sembrava che l'arrivo del trequartista piemontese fosse un semplice sogno, una suggestione di mezz'estate. Da qualche giorno, però, le parole del procuratore del fantasista hanno aperto il cuore alla speranza. 'Sebastian è affascinato dal Bari e dal progetto di Ventura più di ogni altra soluzione'. Tanto è bastato per mandare in tilt la città del pallone.

Nel capoluogo pugliese non si parla d'altro: si attende il campioncino della Juventus come non accadeva da tempo immemorabile per i giocatori di spicco. Sembra quasi di essere tornati ai tempi di Maiellaro prima e Platt poi. Quando la mattina presto scattava la corsa al quotidiano per leggere le ultime notizie. In più, la tecnologia d'oggi consente di affollare i forum dei siti frequentati dal popolo biancorosso. In fondo, una tale baraonda è comprensibile, nonché coinvolgente. Perché Giovinco è un potenziale campione, ma soprattutto un giocatore bello da vedere, divertente proprio come il Bari di Ventura. Immaginare la formica atomica accanto alla classe di Barreto, alla velocità di Alvarez, al fosforo di Almiron è una gran bella fantasia.

Di fronte ad un tale scenario, quasi svaniscono le perplessità sul resto del contesto. A cominciare da una difesa che comunque ha perso Ranocchia e Bonucci e dovrà ripartire da uomini nuovi ritrovando i meccanismi che la resero pressoché imperforabile nella prima parte della scorsa stagione. Facile intuire quali possono essere le conseguenze del possibile arrivo del 23enne tascabile nel regno di San Nicola: abbonamenti a raffica, innalzamento della quota media di paganti al San Nicola, vendita di magliette con il nome di Giovinco sulla schiena. D'altra parte, va considerato pure il rovescio della medaglia. Ovvero, i rischi d'impatto qualora l'affare non andasse in porto. Un'eventualità comunque esistente, poiché la Juventus vuole capire fino in fondo se dal suo gioiello può portare in cassa denaro fresco.

Bari è bella perché vive tutto con il cuore. E se l'arrivo di Giovinco sarebbe una festa, la rinuncia alla formica atomica causerebbe un bel po' di delusione. Soprattutto adesso, dato che la piazza, come si suol dire, 'si è fatta la bocca' al colpaccio di mercato. Pertanto, bene fa il ds Angelozzi a mantenere il basso profilo e la più assoluta prudenza. Il dirigente catanese sa che non può esporsi prima che non ci sia il nero su bianco. E sa anche che non può chiedere alla proprietà uno sforzo (per rilevare la metà del trequartista occorrono circa 4 milioni) in questo momento fuori portata per mettersi in concorrenza con chi possa tentare la Signora.

Giovinco, pertanto, è proprio come i sogni più belli: porta euforia se si realizza, mette il malumore se svanisce. Ma ora il pessimismo non è di moda. Bari si stringe in un ideale abbraccio per accogliere il nuovo idolo. Chissà che tanto affetto, anche se da lontano, non abbatta le residue barriere alla conclusione del matrimonio dell'anno.