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Vietato nascondersi. Questa è un’Atalanta da scudetto, perché non si gioca e non si stravince così un confronto diretto sul campo della Lazio, con cui aveva chiuso a pari punti l’ultimo campionato. Un’Atalanta potente come un 4x4, che dopo il 4-2 in casa del Torino fa ancora meglio con questo 4-1 sul campo dei biancocelesti, volando al comando della classifica insieme con Inter, Milan, Napoli e Verona. Merito di tutti, a cominciare ovviamente dal capitano Papu Gomez, che firma una doppietta dopo i primi due gol di Gosens e Hateboer, nuovo capocannoniere a quota 3 in compagnia dei grandi Ronaldo e Lukaku ai quali non ha nulla da invidiare, perché segna come loro ma più di loro partecipa al gioco e imposta per i compagni.

IL SEGRETO VELOCITA’ - In rapporto al valore degli avversari, pensando anche al fatto che è stata l’unica a giocare due gare in trasferta, l’Atalanta fin qui ha dimostrato di essere la squadra più completa e spettacolare del quintetto di testa. Non è questione di uomini, ma di gioco, perché rispetto alla prima partita stravinta a Torino in attacco non c’è più Muriel al fianco di Zapata, teorica unica punta affiancata spesso da Gomez, che non lascia mai punti di riferimento agli avversari. Questa è la forza dell’Atalanta che aggredisce subito la Lazio come se disputasse una finale, anche se la squadra di Inzaghi è al completo con la stessa squadra dell’anno scorso. Il segreto è la velocità, con la precisione che hanno i giocatori di Gasperini, subito padroni del campo e spietati sotto porta. E in particolare, a livello tattico, la differenza è negli scambi tra gli esterni, perché l’Atalanta sfrutta nel modo migliore gli spazi che la difesa a tre della Lazio le concede. Patric, Acerbi e Radu, infatti, non ricevono la necessaria copertura dai due esterni di centrocampo Lazzari e Marusic e così Hateboer e Gosens vanno a nozze nei corridoi liberi.

PROTESTE INUTILI - Proprio Gosens è il primo a sbloccare l’impronosticabile 0-0 accentrandosi da sinistra per infilare di sinistro, ma la Lazio protesta a lungo invitando l’arbitrio ad osservare il video per una spinta di Hateboer a Marusic. Maresca, però, riceve l’okay dalla sala Var e il gol viene convalidato, accendendo però gli animi. Freuler e Luis Alberto sono i primi a farsi ammonire per reciproche scorrettezze in un clima sempre più teso che per la verità danneggia di più la Lazio costretta a inseguire

RADDOPPIO DA APPLAUSI - Senza Correa, sostituito nel riscaldamento da Caicedo, la Lazio cerca con insistenza Immobile, che però non riceve mai rifornimenti adeguati, a prescindere dal controllo di Palomino che guida il trio difensivo completato da Djimsiti e Toloi, bravi a stringersi al centro. La comprensibile insistenza nel cercare il raddoppio apre però autostrade all’Atalanta che al 32’ raddoppia con un’azione da applausi. Gosens, ancora lui, vola sulla sinistra e crossa dalla parte opposta dove arriva in corsa Hateboer che infila al volo di destro sotto la traversa, approfittando della libertà concessagli da Acerbi e compagni preoccupati di controllare al centro Zapata e Gomez. E non è finita perché prima dell’intervallo l’Atalanta cala il tris con il capitano Papu Gomez pronto a concludere dalla destra.

COME UN ANNO FA - Poco meno di un anno fa, il 19 ottobre 2019, all’intervallo l’Atalanta era in vantaggio 3-0 come stavolta, dopo la doppietta di Muriel e il gol di Gomez, ma poi finì 3-3 con rete di Correa e i due rigori trasformati da Immobile. La Lazio spera che la storia si ripeta, ma i primi segnali della ripresa non sono positivi perché quando Marusic gira alla perfezione da pochi passi Sportiello con un miracolo riesce a respingere. Poi, però, ecco la scintilla che risveglia i mille tifosi biancocelesti in tribuna. Milinkovic Savic, impalpabile fin lì, crossa da sinistra e nel mucchio sbuca Caicedo che controlla male ma poi riesce in qualche modo a deviare il pallone in rete. Siamo 3-1 e poco ci manca che arrivi subito il 3-2 perché Immobile è bravo a volare da solo verso Sportiello, ma poi calcia fuori di poco.

GOMEZ SPETTACOLO - Errore doppiamente grave, perché nell’ennesimo capovolgimento di fronte Gomez inventa lo splendido gol del 4-1, allargandosi sulla sinistra dove aggira Patric e fa partire un sinistro violentissimo sul quale Strakosha non può fare nulla. E’ il 61’ e siccome i miracoli non si ripetono facilmente, Inzaghi pensa alla partita di domenica contro l’Inter e risparmia tre titolarissimi Lazzari, Luis Alberto e Milinkovic, inserendo Anderson e i nuovi acquisti Akpro ed Escalante. Ma nemmeno la loro freschezza mette in difficoltà i nerazzurri, che controllano la partita con la feroce concentrazione delle grandi squadre. E allora giù la mascherina, almeno della scaramanzia. Perché se l’Atalanta continuasse a giocare e a vincere così, lo scudetto sarebbe un’impresa, ma non più una sorpresa.





IL TABELLINO


Lazio-Atalanta 1-4 (primo tempo 0-3)
Marcatori: 10' Gosens (A), 32' Hateboer (A), 41' e 61' Gomez (A), 57' Caicedo (L)
Assist: 32' Gosens (A), 57' Milinkovic (L), 61' Malinovskyi

Lazio (3-5-2): Strakosha; Patric, Acerbi, Radu (58' Bastos); Lazzari (70' D. Anderson), Milinkovic (70' Akpa Akpro), Leiva (49' Cataldi), Luis Alberto (70' Escalante), Marusic; Caicedo, Immobile. All.: Inzaghi.

Atalanta (3-4-2-1): Sportiello; Toloi, Palomino, Djimsiti (46' Romero); Hateboer, Pasalic (56' de Roon), Freuler, Gosens (90' Mojica); Malinovskyi, Gomez (81' Muriel); Zapata (81' Lammers). All.: Gasperini.

Ammoniti: 12' Marusic (L), 17' Djimsiti (A), 26' Luis Alberto (L), Freuler (A), 40' Leiva (L), 70' Cataldi (L), 72' Acerbi (L), 75' Caicedo (L), Immobile (L).

Arbitro: Fabio Maresca (sez. di Napoli).