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  • Bianchi resta e spreca:| Il Toro torna al passato

    Bianchi resta e spreca:| Il Toro torna al passato

    Dalla festa della conferma di Bianchi e Ogbonna alla delusione per una vittoria sfumata troppo in fretta. Il Toro non riesce a godersi i bei momenti e ieri sera all'Olimpico ha offerto ai 17.000 tifosi granata una serata dal gusto agrodolce. La gioia di vedere ancora Bianchi e Ogbonna nel Torino si era trasformata in tripudio per la rete del neo entrato Sgrigna al culmine di una partita combattuta, ma non bella. L'esultanza e il ruolo di capolista (insieme a Pescara e Sassuolo) è però durato soltanto lo spazio di due minuti: l'ennesima sbandata difensiva ha infatti regalato a Di Roberto (altro subentrato fortunato) la possibilità di segnare l'1-1. Un risultato che vale poco per il Toro di Ventura e tantissimo per il Cittadella di Foscarini. «La nostra prova non è stata buona - ammette alla fine il tecnico granata - e non meritavamo di vincere. Bisogna capire che non basta una partita per essere fenomeni e che qui nessuno regala nulla: ora il problema è capire quanto ci impiegheremo a capire questo».


    Dopo la vittoria di Ascoli, i granata hanno fatto un passo indietro nel gioco, nel ritmo e nell'attenzione. In più sono stati rimontati nella prima di campionato davanti al proprio pubblico, che a fine gara si è sfogato con sonori fischi. Tutto il contrario del prepartita, quando l'applauso liberatorio alla lettura delle formazioni, quando sui maxischermi sono spuntate le facce e i nomi di Ogbonna e Bianchi, confermava la fine del tormentone di mercato. Peccato che il difensore abbia offerto una prova al di sotto delle sue possibilità e il capitano si sia divorato un paio di gol enormi a due passi dalla porta: su cross di D'Ambrosio al 39' del primo tempo e a inizio ripresa con un velleitario colpo di tacco.

    La novità più gustosa con il Cittadella era la linea verde sugli esterni con Verdi e Oduamadi titolari: Ventura li ha premiati e i due milanisti hanno ripagato la fiducia, rappresentando i veri pericoli per il Cittadella nell'arco del primo tempo. La coppia Bianchi-Antenucci ha cercato il dialogo, ha provato a imbastire anche qualche trama, ma alla fine non ha prodotto tiri in porta. In compenso, invece, il Cittadella non sfruttava due ottime occasioni con Maah (11') e Job (20') su contropiede. Nella ripresa il Toro spingeva con più forza, ma senza sfondare. I veneti controllavano senza troppi affanni, anche se dovevano capitolare per un errore del loro portiere Cordaz sull'unico spunto di Sgrigna. Sembrava l'inizio di una lunga notte di sorrisi e invece la frittata della difesa granata gelava tutti. Peccato, anche se alla fine la notizia più bella è stata la permanenza di Bianchi e Ogbonna. «Abbiamo fatto bene tutto quello che volevamo fare - sorride Urbano Cairo dopo la campanella finale delle trattative - e abbiamo tenuto i due giocatori. Ho rinunciato ad affari last minute, come la comproprietà del Parma o l'offerta dell'Atalanta, perché non si poteva vendere così all'ultimo. Avevo detto di volermeli tenere stretti e così ho fatto. Ora però conta la squadra e il campo».

    Gli alibi per il Toro sono dunque finiti: i big ci sono e la rosa è stata completata con l'arrivo in prestito dell'esterno Surraco dall'Udinese (dovrà però restare fermo una settimana per la varicella), senza dimenticare che prima dell'inizio del ritiro la squadra era già stata praticamente costruita. «Questa volta il nostro timing è stato azzeccato - commenta il presidente perché abbiamo fatto le cose nei tempi giusti. Poi è la prima volta che non compio un'operazione all'ultimo giorno: qualcosa vorrà dire».


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