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L’anno che si è appena concluso per i colori rossoblù porta in calce la firma di Gaston Ramirez, il talento uruguagio classe 1990 che ha iniziato a farsi valere sul finire del 2010, a pochi mesi dal suo arrivo in rossoblù. La sua stella ha cominciato a brillare sempre più di luce propria e il talento smisurato dell’ex Penarol portato a Bologna da Carmine Longo è diventato sempre più chiaro a tutti col passare dei giorni, iniziando da quel primo gol in A, datato 23 gennaio contro la Lazio. Da lì in avanti la parabola dell’uruguagio è stata un continuo crescendo: i gol pesantissimi per la salvezza contro Lecce, Cagliari e Fiorentina dello scorso anno, poi dopo i brividi e le bizze estive in fase di mercato e di rinnovo del contratto, l’esplosione di quest’anno con quattro gol già realizzati finora e una serie di prestazioni da leader, nonostante i 21 anni compiuti da un mese.

Un ragazzo che ha le stimmate del campione, destinato a una carriera nelle migliori squadre d’Europa che Bologna e il Bologna si stanno godendo, sperando che serva a centrare una nuova salvezza dopo quella della scorsa stagione, senza dubbio atipica (mai il Bologna dal suo ritorno in A era salvo già a marzo, grazie a Malesani) e come di consueto contraddistinta da mille casi. Anzi, casini. Tre allenatori, da Malesani a Pioli passando per Bisoli, tre uomini mercato (prima Longo, poi Bagni e ora Zanzi, in attesa di un ds di ruolo che arriverà solo la prossima estate) e ovviamente tre presidenti, prima Zanetti poi Pavignani e ora Guaraldi, si sono succeduti in questa turbolenta annata che ha seguito il salvataggio della società arrivato sul gong il 23 dicembre 2010. Tensioni e liti all’ordine del giorno a Casteldebole per una formula societaria che pare ancora lontana dalla sua riuscita.

Il mercato estivo ha visto tanti big andare altrove (Britos e Viviano, poi infortunati gravemente, su tutti, ma anche le partenze di Ekdal e Della Rocca sono state pesanti, così come quella di Rubin, ora rientrato a Blogna) e la squadra indebolirsi nonostante gli arrivi di Diamanti e Acquafresca: interessanti gli arrivi dei giovani Taider e Stojanovic – oltre al serbo Radakovic, parcheggiato al Novi Sad – firmati Bagni, ma ben presto il talent scout (che aveva piazzato anche errori come Rickler e Vitale) è stato silurato, col pretesto di un’intervista fuori dalle righe. Male la scelta Bisoli, che si è rivelata completamente errata, ora Pioli – arrivato dopo un clamoroso dietrofront di Ballardini – sta facendo buone cose e la sua considerazione a Casteldebole aumenta di giorno in giorno. Il Bologna dunque entra nel nuovo anno con tre punti sulla zona retrocessione, con la speranza di mantenerla e di aver trovato finalmente un po’ di uomini giusti – in attesa del direttore sportivo – per avere stabilità e idee, più che mai fondamentali quando, come nel caso del Bologna, le risorse latitano. Ma anche con la certezza che a fine 2012 il gioiello Gaston sarà altrove.