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Non c’è più Higuain, in partenza per l’Inghilterra, ma per riportare il Milan al quarto posto bastano i fedelissimi Borini e Suso, che proprio dall’Inghilterra erano arrivati con le precedenti gestioni. Sono loro a firmare nel secondo tempo un meritato ed esaltante 2-0 sul campo del Genoa che non aveva ancora perso in casa da quando è arrivato Prandelli. Al contrario, mentre Higuain viene dimenticato in fretta, il Genoa già rimpiange il futuro milanista Piatek, perché nel suo momento migliore non riesce a pungere come potrebbe e dovrebbe, al di là dei nuovi grandi interventi di Donnarumma. Il tempo dirà se il nuovo centravanti del Milan aiuterà la squadra di Gattuso a difendere questo prezioso quarto posto, ma intanto si può già dire che Paquetà fa rima con qualità, perché tre indizi costituiscono una prova e dopo il triplete Ge-Ge-Ge, ovvero le sue prime tre partite a Genova, Gedda e ancora Genova, contro Sampdoria, Juventus e Genoa non ci sono più dubbi sul valore del brasiliano.

ASSENZE - Per la serie “chi l’avrebbe mai detto”, non giocano né Piatek, né Higuain, i due volti nuovi dell’estate scorsa, diventati freschi “ex”, con l’aggravante per il polacco di un giornata di squalifica, quanto mai opportuna visto che ormai è del Milan. Ma oltre ai due centravanti, mancano gli squalificati rossoneri Romagnoli, Calabria e Kessie, che si aggiungono ai lungodegenti Bonaventura e Biglia. Per completare le assenze del Milan, anche Gattuso dopo le proteste di Gedda è costretto a guardare la partita dalla tribuna affidando al suo “vice” Riccio l’onore e l’onere di guidare la squadra dalla panchina. E siccome i guai non vengono mai da soli, dopo appena 13’ Zapata è costretto a lasciare il posto a Conti, che fa slittare Abate al centro della difesa al fianco di Musacchio. Sulla sinistra rimane Rodriguez, il primo a impegnare per modo di dire Radu con una conclusione dalla distanza. Nel confermato 4-3-3 si vede per la prima volta Paquetà a destra in linea con Bakayoko e Calhanoglu, mentre in attacco ritorna Suso con Cutrone al centro e Borini a sinistra.

VICE PIATEK - Per cercare di dimenticare Piatek, presente in tribuna, Prandelli rilancia l’ex interista Pandev, preferito al giovane Favilli come punta centrale, attorno al quale si muove come sempre bene la rivelazione Kouame. Meno stravolto rispetto al Milan, il Genoa concede un tiro senza pretese a Suso, ma poi incomincia a mettere in difficoltà i rossoneri sfruttando la sua superiore velocità. E infatti Donnarumma è subito protagonista con un grande intervento per alzare una conclusione di Lazovic, bissato da una respinta con il corpo per neutralizzare un tiro ravvicinato di Bessa. E il fatto che siano i due esterni del centrocampo a quattro del Genoa a creare i primi problemi al Milan fa capire le difficoltà dei due esterni rossoneri, Conti e Rodriguez, nelle chiusure. Attenti al centro con Rolon e Veloso, i padroni di casa lasciano pochi spazi anche in difesa dove i due centrali Romero e Zukanovic sono ben assistiti dai due esterni Biraschi e Criscito. E così nel primo tempo il Genoa si mostra superiore al Milan per la facilità con cui si avvicina alla porta avversaria, spaventando ancora Donnarumma che evita l’autogol di Bakayoko in affannoso, ma prezioso, recupero difensivo su Pandev.

PAQUETA’ - Il calcio è un gioco di squadra, in cui però la differenza la fanno i singoli, meglio se campioni. E allora non bisogna meravigliarsi se nel suo momento migliore il Genoa rischia di andare sotto, quando Paquetà con un gran sinistro al volo colpisce il palo, a dimostrazione della sua classe e personalità. Evidentemente rinfrancato da questa grande occasione, il brasiliano si esalta all’inizio della ripresa con uno spettacolare controllo del pallone trattenuto con i due piedi in un leggero saltello, poi però sbaglia il passaggio che rischia di mettere in difficoltà i suoi compagni. Il Milan, però, appare più sicuro e Borini dalla sinistra spaventa Radu, bravo a non farsi sorprendere. E’ il segnale di una partita cambiata e allora Prandelli toglie Pandev e inserisce Favilli per rinfrescare l’attacco. Come non detto, però, perché Paquetà prima si fa ammonire per un’entrata fuori tempo e poi smarca Borini che dalla sinistra sfiora il gol negatogli da una deviazione di Radu. Potrebbe essere la grande giornata di Paquetà, ma il brasiliano sbaglia l’occasione più facile appoggiando debolmente di testa il pallone tra le braccia di Radu.

SVOLTA - Più aperta che nel primo tempo, la partita offre nuove emozioni da una parte e dall’altra e così dopo le occasioni del Milan, ecco quella per il Genoa fermato soltanto da un doppio intervento di Donnarumma che si accartoccia su Bessa. Il gol, però, arriva dall’altra parte dopo una bella azione di Suso che smarca Conti, bravissimo a crossare al centro dove Borini tutto solo, devia alle spalle di Radu. Botta e quasi risposta del Genoa con una fortissima conclusione di Veloso da fuori area sulla quale Donnarumma è bravissimo a deviare sulla traversa. Con Josè Mauri al posto di Calhanoglu, Paquetà si sposta a sinistra ma tatticamente non cambia nulla. E soprattutto non cambia la concentrazione del Milan, che a 7’ dalla fine raddoppia con una spettacolare azione in contropiede. Cutrone da metà campo allarga sulla destra per Suso, bravo a volare verso la porta e poi a battere Radu con un diagonale perfetto che sbatte sul palo e si infila in rete. E così il Milan non rimpiange Higuain, mentre il Genoa già rimpiange Piatek.



IL TABELLINO
 
Genoa-Milan 0-2 (primo tempo 0-0)
 
Marcatori: 27’ st Borini, 38’ st Suso.
 
Assist: 27’ st Conti, 38’ st Cutrone.
 
Genoa (4-4-2): Radu; Biraschi (31’ st Pereira), Romero, Zukanovic, Criscito; Lazovic, Rolon, Veloso (39 ‘st Dalmonte), Bessa; Kouamé, Pandev (13’ st Favilli). All. C. Prandelli.
 
Milan (4-3-3): Donnarumma; Abate, Zapata (14’ pt Conti), Musacchio, Rodriguez; Paquetà, Bakayoko, Calhanoglu (34’ st Mauri); Suso (43’ st Castillejo), Cutrone, Borini. All. L. Riccio.

Arbitro: D. Orsato di Schio.

Ammoniti: 8’ pt Borini (M), 41’ pt Romero (G), 46’ pt Cutrone (M); 13’ st Paquetà (M), 25’ st Rolon (G), 32’ st Zukanovic (G).